Anno: XXVIII - Numero 183    
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Sentenze e chatbot, l’allarme dei giovani avvocati

Dal congresso Aiga al caso Palermo: l’IA irrompe nella giustizia.

Sentenze e chatbot, l’allarme dei giovani avvocati

Si è chiusa sabato la tre giorni che il presidente dei Giovani avvocati Bartolomeo Terzo ha riunito a Riccione. Venerdì botta e risposta Greco-Maruotti sui giudici che affidano le sentenze all’algoritmo, stamattina il Sole-24 Ore ha segnalato l’ennesimo, clamoroso caso.

Sul congresso Aiga dedicato all’IA piomba il caso della sentenza con gli appunti del chatbot

Giornata conclusiva del congresso straordinario di Aiga, l’Associazione italiana giovani avvocati, celebrato a Riccione. Un evento, molto partecipato, con una deliberata attenzione allo “choc” prodotto dall’IA nell’attività forense, e giudiziaria in generale.

Sabato mattina è toccato al presidente Luigi Bartolomeo Terzo aprire i lavori nella sala del Palariccione: «La mia governance è da sempre vicina ai territori e alle singole sezioni, e proseguirò in questo senso ascoltando la voce della giovane avvocatura che rappresento», ha detto il vertice dell’associazione nel proporre un bilancio degli impegni affrontati negli ultimi mesi del suo mandato.

Già dal titolo (“L’Avvocato tra Costituzione e algoritmo: sfide, etica e dialogo nell’evoluzione del processo”), la tre giorni ha dichiarato l’obiettivo di esplorare la condizione del professionista forense di fronte all’impatto dell’IA, che lo stesso presidente del Cnf Francesco Greco, nel suo intervento, ha definito «dirompente». Nei panel di giovedì e di venerdì, in particolare, attorno alla questione si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni e della professione legale, dal ministro della Giustizia Carlo Nordio al consigliere segretario del Cnf Giovanna Ollà, dal viceministro Francesco Paolo Sisto alla consigliera Cnf Federica Santinon e allo stesso presidente di Aiga Bartolomeo Terzo.

Nel primo dei dibattiti di ieri pomeriggio, aperto appunto dal saluto di Greco e moderato dal vicedirettore del Dubbio Errico Novi, è intervenuto anche il segretario dell’Anm Rocco Maruotti. Tra i punti più delicati, il rischio che fra i magistrati dilaghi «un uso dell’intelligenza artificiale improprio e contro le regole», ha avvertito il vertice del Consiglio nazionale forense. «Se si hanno notizie di abusi dello strumento tecnologico, esplicitamente banditi anche dall’ultima circolare del Csm, bisogna denunciarli specificamente», ha replicato il leader dell’Associazione magistrati.

Ma a ribadire la serietà del problema ha provveduto la notizia, anticipata sul Sole-24 Ore di stamattina, di una sentenza della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Palermo in cui il giudice estensore (si fa per dire) ha lasciato la seguente frase, evidentemente partorita dal chatbot a cui lo stesso magistrato aveva affidato la stesura della pronuncia: “Ho eliminato duplicazioni, snellito le parti ridondanti, accorpato passaggi ripetitivi sulla natura cautelare e sulla proporzionalità, armonizzato i raccordi logici e sistemato la parte finale (coerentemente con la compensazione delle spese). Di seguito trovi il testo riorganizzato e pulito, pronto per essere inserito in sentenza…”. Se non altro, si è avuta l’ennesima prova che l’Ia, quando interpellata, è diligentissima e pure educata.

La straniante, seppur involontaria, autodenuncia (delegare la macchina a scrivere provvedimenti è vietato anche nelle liti fiscali, come ribadito dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria) è contenuta nella sentenza della Corte palermitana 981/11/2026.

Il caso dimostra quanto sia attuale e vertiginoso il nodo della giustizia ridotta a produzione robotica di atti. «È un segno il fatto che mentre dedichiamo il nostro convegno al tema della tecnologia nella giustizia», ha detto ieri Terzo dal palco di Riccione, «l’Aiga venga di nuovo convocata alla Camera per una nuova audizione sull’intelligenza artificiale. Martedì saremo di nuovo ascoltati per dare il nostro parere sul tema».

E le approfondite discussioni della tre giorni congressuale – unite a queste ultime, sconcertanti notizie – offrirà certamente materia alle rappresentanze forensi, al Cnf innanzitutto e anche a Ocf, il cui coordinatore Fedele Moretti ha partecipato a propria volta al confronto di ieri fra Greco e Maruotti.

Il presidente dell’Aiga, nella relazione, ha ricordato quanto l’associazione sia diventata «indispensabile» nei lavori parlamentari delle commissioni e quanto sia «solido» il legame con le istituzioni, grazie anche alla «vicinanza di Cnf e Cassa forense con cui c’è un’interlocuzione quotidiana».

Terzo ha ricordato i risultati ottenuti negli ultimi mesi, sia sul fronte dell’esame di abilitazione di avvocato che sulla legge professionale. Rispetto a quest’ultima ha sottolineato il «costante monitoraggio di Aiga sui decreti attuativi, affinché vengano realizzate in concreto le osservazioni che abbiamo presentato in materia. Tutto questo», ha concluso, «grazie al lavoro della Giunta e all’ascolto fondamentale dei territori».

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