Il patriottismo a corrente alternata è uno spettacolo stucchevole.
Prima si sputa nel piatto, poi quando il mondo si fa improvvisamente pericoloso si chiede allo stesso Stato di correre in soccorso.
La cantante BigMama oggi si indigna per le critiche ricevute dopo il rientro da Dubai, mentre sullo sfondo infuria la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Sia chiaro: nessuno merita insulti o auguri di morte. Ma un minimo di coerenza sì, quella si può pretendere. Se per anni il proprio Paese è descritto come inadeguato, arretrato o non rappresentativo, stupisce poi vederlo invocato come porto sicuro quando le vacanze finiscono male.
La verità è semplice e scomoda: la cittadinanza non è un taxi da chiamare solo quando serve. È un legame che vale sempre, anche quando non conviene. E indignarsi adesso, dopo aver passato anni a denigrarlo, suona più come un catenaccio retorico che come una difesa credibile.
Perché l’Italia si può criticare — e spesso si deve — ma trasformarla prima in bersaglio e poi in salvagente resta, oggettivamente, una scena poco edificante.
Altre Notizie della sezione
Tolleranza sì, ma senza ingenuità
10 Marzo 2026Sostenere il pluralismo è un valore, ma il rapporto tra islam e principi occidentali merita un confronto serio, libero da estremismi e semplificazioni.
I Gesuiti smontano il No ideologico: separazione carriere rafforza la giustizia
06 Marzo 2026Molte parrocchie militano per il No: la fede usata come megafono politico.
Un’unione di codardi
05 Marzo 2026La guerra in Iran è l’ennesima occasione persa per gli ignavi leader europei.
