Chi sbaglia paga? Non in toga
Se il medico sbaglia paga. Se sbaglia il magistrato paga Pantalone
In evidenza
Nel loro ruolo cruciale possono cambiare, e talvolta spezzare, la vita delle persone. Eppure, quando sbagliano, quasi nessuno paga. I numeri diffusi dall’esponente di Enrico Costa sono lì a ricordarcelo: dal 2017 a ottobre 2025 sono state risarcite 6.485 persone per ingiusta detenzione. Innocenti arrestati, privati della libertà, trascinati in un incubo giudiziario. Il conto per lo Stato? 278,6 milioni di euro.
Ma quanti magistrati hanno davvero risposto di quegli errori? Solo 93 azioni disciplinari avviate in otto anni, a fronte di migliaia di casi riconosciuti. Una sproporzione che alimenta un interrogativo scomodo: dov’è la responsabilità personale?
Nessuno mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, pilastri dello Stato di diritto. Ma l’indipendenza non può trasformarsi in irresponsabilità. In ogni altra professione che incide sulla vita delle persone — dal medico all’ingegnere — l’errore grave comporta conseguenze dirette. Perché dovrebbe essere diverso per chi decide della libertà personale?
Il dibattito sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere si accende anche su questo punto: ristabilire un equilibrio tra potere e responsabilità. Perché la fiducia dei cittadini non si difende negando il problema, ma dimostrando che la legge vale per tutti. Anche per chi la applica.
Altre Notizie della sezione
Opposizioni all’attacco del governo, silenzio sulle forche di Teheran.
02 Marzo 2026Coro indignato di Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli contro l’esecutivo: rischio piazze contro Usa e Israele, ma nessuna parola sulle impiccagioni pubbliche e sui dissidenti eliminati dal regime iraniano.
La nuova ingegneria del voto
27 Febbraio 2026Stabilità promessa, rappresentanza contesaPremio di maggioranza e ballottaggio ridisegnano gli equilibri: tra governabilità rivendicata e timori per la rappresentanza.
Legge elettorale, sovranità dimezzata
26 Febbraio 2026La stabilità è necessaria, ma senza preferenze la rappresentanza si svuota e il potere si concentra ancora nelle segreterie.
