REFERENDUM OGGI
Cresce Sì al 54%, No 46%/ Cdx e centristi: ecco chi vota per la riformaI sondaggi Piepoli sul Referendum Giustizia 2026 con il contro-recupero del Sì a +8% sul No progressista: tutti i numeri e come votano i partiti.
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Nelle ultime settimane a ridosso del voto per il Referendum Giustizia 2026 si assiste ad una curiosa tendenza evidenziata anche dagli ultimi sondaggi politici dell’Istituto Piepoli: se fino a qualche mese a il vantaggio del Sì alla riforma Nordio sembrava molto ampio, nei primi mesi del 2026 il No pareva in netto recupero con possibilità di sorpasso in extremis.
Ora però, dopo una mini “tregua” nei toni dello scontro a seguito dell’appello diretto del Presidente Mattarella in sede Csm, si assiste ad un contro-recupero del Sì che torna a macinare consensi e chiude al 54% dei rispondenti al sondaggio commissionato da Quotidiano Nazionale.
Sebbene il vantaggio sia decisamente diminuito rispetto al 2025, sale dell’1% rispetto alle scorse settimane mentre il No alla riforma sulla separazione delle carriere indietreggia fino al 46% degli italiani intervistati: i sondaggi sul Referendum Giustizia 2026 vedono dunque crescere i sostenitori della riforma approvata dal Governo Meloni, in tandem con la crescita dell’affluenza che ora giunge al 45% degli aventi diritto totale. L’affluenza sale per entrambi i campi in gioco, con però il Sì al nuovo ordinamento costituzionale sulla giustizia che beneficia di una maggiore conoscenza della materia in fase di campagna elettorale, seppur appunto con distanze che non possono far gridare alla vittoria certa il Centrodestra.
Se è vero che il Referendum torna a dividere il Paese in due, è anche vero che i sondaggi raccolti sulla riforma Nordio evidenziano un diverso scenario all’interno delle due principali coalizioni che faranno le prove il prossimo 22-23 marzo 2026 del grande appuntamento nazionale in programma tra un anno con le Elezioni politiche. Nel Centrodestra il Sì al Referendum è pressoché compatto in ogni suo elettorato, con il 93% convinto contro il 90% di No in arrivo dal Centrosinistra, dato che però scende all’84% per il M5s che è più “trasversale” e meno tranciante in questa battaglia referendaria.
Entrando nei singoli partiti, dal “minimo” della Lega con il Sì all’88% si va al “massimo” dell’96% di Noi Moderati, con in mezzo tutti gli altri: FdI e Forza Italia 94%, Futuro Nazionale di Vannacci al 95%. Diverso invece il comportamento del Campo largo, dove le divisioni sul tema giustizia producono un effetto molto particolare e tutto ancora da chiarire in sede elettorale: il No permane netto per Pd, AVS e M5s, con in particolare la sinistra radicale di Bonelli e Fratoianni che spinge al 93% contro la riforma Nordio.
É l’ex Terzo Polo però a rappresentare uno scenario più incerto per il Referendum, dato che nei sondaggi Piepoli sul voto a fine marzo emerge il 31% di Sì in arrivo da PiùEuropa, e addirittura il 77% dall’elettorato di Italia Viva (pur con Renzi che ancora non ha sciolto le riserve sul suo voto). Azione con Calenda si sono già detti favorevoli alla Riforma Nordio, con l’elettorato che al momentoo al 61% per il Sì, opponendosi con il restante 39%.

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