Anno: XXVIII - Numero 41    
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REFERENDUM OGGI

Ora il No è avanti: cosa dice la rilevazione.

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L’esito del referendum sulla giustizia è più in bilico di quanto ci si aspettasse. A meno di un mese dal voto, il No rimonta, col 51%, e sorpassa il Sì, al 49%. L’affluenza è data al 42%. Ecco cosa dice l’ultimo sondaggio Demopolis.

L’esito del L’esito del referendum sulla giustizia è più in bilico di quanto ci si aspettasse. è più in bilico di quanto ci si aspettasse. Manca meno di un mese all’appuntamento del 22 e 23 marzo, in cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla riforma sostenuta dal centrodestra che modifica l’assetto dell’ordinamento giudiziario. Se in un primo momento il Sì era dato nettamente in vantaggio con un ampio margine, nelle ultime settimane lo stacco è andato via via riducendosi, a favore del No. Ora il fronte dei contrari risulta avanti al 51%, mentre gli avversari si fermano al 49%. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Demopolis per Otto e mezzo.

Come abbiamo precisato più volte, il referendum sulla giustizia non prevede quorum. Non servirà che vadano alle urne il 50%+1 degli aventi diritto perché il risultato sia valido. Chi prenderà più voti, tra il Sì o il No, vincerà, a prescindere da quanti elettori abbiano votato. L’assenza di una soglia minima di partecipazione è probabilmente uno dei motivi che giustificano i pochi appelli alle urne lanciati dalla maggioranza in queste settimane. A questo si aggiunge il tentativo da parte di Meloni di evitare che il referendum si trasformi in un test sul suo governo. Tanto più che ora l’esito del voto appare incerto.

Il sondaggio realizzato da Demopolis fornisce due tipologie di dati differenti: uno tiene conto anche della percentuale degli indecisi, l’altro li esclude. In entrambi il No è sopra il Sì. Nel primo, lo schieramento dei contrari alla riforma sulla separazione delle carriere è dato al 41%, mentre i favorevoli al 40%. Gli indecisi sono il 19%. I due fronti sono vicinissimi, a un punto l’uno dall’altro. Si parla di un testa a testa.

Nella seconda statistica, che esclude dal calcolo gli indecisi, gli elettori intenzionati a bocciare la riforma sono il 51% contro il 49% di coloro che vorrebbero confermarla. In questo caso, il margine è leggermente più ampio, di due punti percentuali ma anche qui gli schieramenti restano ravvicinati.

In queste settimane, dunque, è evidente che ci sia stata una rimonta del No, fino a poco tempo fa dato per sconfitto. Le forti tensioni che hanno attraversato di recente il dibattito sul referendum potrebbero aver contribuito a mettere in svantaggio il Sì. Un’eventuale bocciatura della riforma sarebbe un inciampo che il governo, a un anno dalle elezioni politiche, cerca di scongiurare.

Quanti elettori andranno a votare al referendum

L’esito dipenderà anche da quanti elettori andranno a votare. Sebbene l’affluenza non sia un requisito ai fini della validità del referendum, il risultato potrebbe variare a seconda della mobilitazione che si riuscirà a raggiungere prima della consultazione. Al momento, gli elettori che dichiarano di voler recarsi alle urne sono il 42%.

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