Referendum giustizia: 59% Sì alla riforma, 25% nel Pd vuole separazione carriere
Sondaggi politici 2026, Noto smentisce Ixè sul referendum sulla giustizia perché il fronte del Sì è al 59% e tra elettori Pd-M5s e leader c'è una spaccatura.
I sondaggi politici sul referendum della giustizia mostrano la crescita del Sì tra gli italiani, ma lo si evince anche tra gli elettori di sinistra. Secondo la rilevazione di Noto per Porta a Porta, il 59% degli italiani voterebbe Sì alla riforma Nordio, che tra i punti principali prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, due CSM distinti, il sorteggio per gli organi di autogoverno e un’Alta Corte disciplinare.
Analizzando l’evoluzione dei sondaggi politici, emerge una crescita del fronte del Sì, visto che a novembre era al 56%, poi a dicembre aveva guadagnato un punto percentuale. Questo sondaggio contraddice, però, quanto rilevato da Ixè, secondo cui il fronte del No stava recuperando al punto tale da sfiorare quasi il pareggio. La notizia politica è rappresentata dalla frattura nella sinistra, perché i sondaggi politici si soffermano anche sull’analisi di dove sono i Sì.
Non c’è una contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma tra i partiti e i loro elettori. Lo si vede nel Pd, con il 25 per cento dei suoi elettori che voterebbe Sì, mentre il partito ufficialmente sostiene il No, per cui un elettore su quattro disobbedisce alla linea dem. Una spaccatura che comunque non riguarda solo la base, ma anche dirigenti ed ex parlamentari.
Comitato per il Sì al Referendum sulla riforma della giustizia (ANSA 2025, Massimo Percossi)
Il fronte del Sì è più grande addirittura tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, anche se è ufficialmente schierato contro il referendum: il 35% degli elettori M5s voterebbe Sì. Non solo si evince una difficoltà strutturale del campo largo, ma ne emerge una tra i partiti progressisti a trasformare le indicazioni dei vertici in un consenso elettorale compatto.
Invece, nell’area liberale-riformista c’è coerenza tra leadership ed elettorato, con il 69% degli elettori di Italia Viva che voterebbero Sì. Invece, c’è compattezza totale nel centrodestra: il 97-98% è favorevole alla riforma della giustizia. Il tema decisivo resta l’affluenza, visto che solo il 45% andrà sicuramente a votare, il 6% è indeciso e il 49% non si recherà alle urne.
Il rischio astensione è alto, ma non ponendosi la questione quorum, non è incisiva a livello di risultati, per cui contano di più gli elettori motivati e informati. A prescindere dalle bandiere politiche, molti contenuti della riforma Nordio piacciono: 53% è favorevole a due CSM, 55% al sorteggio e all’Alta Corte disciplinare. E tra gli elettori di sinistra, dunque, l’ostilità è meno netta di quanto appaia nel dibattito politico e mediatico.

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