Referendum, Avs alza il tiro
Elisabetta Piccolotti accusa il governo Meloni e invita a votare No.
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La campagna referendaria sulla giustizia entra nel vivo e il confronto politico si fa più aspro. A pochi mesi dal voto, la sinistra alza i toni e punta il dito contro la riforma voluta dal centrodestra, accusata di nascondere obiettivi ben diversi da quelli dichiarati. Secondo Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, il provvedimento avrebbe infatti un bersaglio preciso: la Corte dei Conti, colpevole di aver espresso rilievi critici sul progetto del Ponte sullo Stretto.
Un’accusa che Avs utilizza per rafforzare la propria linea in vista del referendum, invitando apertamente gli elettori a votare No. «Hanno cercato in tutti i modi di nasconderlo ai cittadini», ha dichiarato Piccolotti, sostenendo che l’iniziativa legislativa del governo rappresenti l’ennesima prova di una presunta insofferenza verso regole e controlli.
Nel mirino della parlamentare c’è in particolare la riforma della magistratura contabile, definita senza mezzi termini «pericolosissima». Secondo Piccolotti, il nuovo assetto finirebbe per indebolire drasticamente i meccanismi di vigilanza sull’uso delle risorse pubbliche, riducendo il ruolo di garanzia svolto dalla Corte dei Conti. «Con una serie di meccanismi che vanno dal silenzio assenso alla riduzione delle pene e delle responsabilità, si indebolisce il controllo su come vengono spesi i soldi pubblici», ha spiegato.
Un allentamento dei controlli che, a suo avviso, rischia di aprire la strada a sprechi e cattiva gestione. «Molto spesso i soldi vengono sprecati, utilizzati male o, peggio ancora, finiscono nella corruzione e nelle reti clientelari», ha aggiunto, collegando la riforma a un presunto tentativo di introdurre una sorta di impunità amministrativa.
Il passaggio più politico riguarda però il Ponte sullo Stretto. Piccolotti sostiene che la riforma sia anche una risposta punitiva alle osservazioni critiche avanzate dalla magistratura contabile sul progetto simbolo del centrodestra. «In parte vogliono garantire impunità, dall’altro punire chi ha dimostrato che il progetto era scritto male, con procedure sbagliate e destinato a produrre spreco di denaro pubblico», ha affermato.
La linea di Avs è chiara: trasformare il referendum in un giudizio complessivo sull’azione del governo Meloni. La riforma della giustizia diventa così il terreno su cui misurare non solo scelte tecniche, ma una visione politica più ampia, accusata di voler ridurre i controlli per portare avanti le proprie grandi opere. In questo scenario, il voto referendario si carica di un significato che va ben oltre la materia giuridica.
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