Carlo Calenda: È Conte che detta la linea al campo largo?
Il leader di Azione al Corriere: "Non capisco come potrà mai il centro trovarsi d'accordo con quello che scrive Conte o che scrivono Fratoianni e Bonelli.
“Io penso che il Campo largo sia destinato a una sconfitta elettorale clamorosa. E dico che sinceramente non capisco come Matteo (Renzi ndr) non si senta umiliato. Non lo invitano ai vertici, non lo fanno partecipare alle telefonateà Poi dicono allarghiamo anche ai cespugli di centro, Onorato, Ruffini, Magi e Renzi, così dopo magari glielo diciamo pure a loro che bisogna fare. E si andrà avanti così fino a febbraio a meno che Meloni non acceleri il processo elettorale”. Così Carlo Calenda, leader di Azione, in un’intervista al Corriere della sera.
“Se è Conte a dettare la linea del Campo largo? Ma è chiaro – afferma Calenda – Innanzitutto perché è l’unico che ha un programma, folle perché rilancia il reddito di cittadinanza, chiede di interrompere ogni sostegno all’Ucraina, ha delle proposte deliranti sull’energia, ma ce l’ha. Il Pd no. E io non capisco come potrà mai il centro trovarsi d’accordo con quello che scrive Conte o che scrivono Fratoianni e Bonelli. Perciò è chiaro che il centro sta lì per maquillage e per legittime ambizioni di tornare in Parlamento. Renzi paragona questa alleanza alla Rosa Bianca? La Rosa Bianca aveva come contraltare Hitler, e peraltro quei resistenti sono finiti male. Fare un paragone del genere significa che ormai la mitomania è uno dei grandi problemi di questo secolo perché qui stiamo parlando di una destra che non riesce a governare non che ha fatto un colpo di Stato e sta mandando i cittadini nei campi di concentramento”.
Calenda ribadisce poi che Azione non si unirà a nessuno schieramento: “Assolutamente no. C’è bisogno di una lista di centro che dopo le elezioni diventi decisiva per la realizzazione del nuovo governo. Come possiamo essere determinanti? Se nessuno prende il 42 per cento, e con quattro poli può accadere, possiamo esserlo. Faremo una lista che richiamerà il centro come luogo del buon governo e del pensiero pragmatico e che metterà insieme tutti i i movimenti che si muovono in quell’area, da Spazio comune di Picierno, ai popolari, agli europeisti e alla parte riformista dei liberal-democratici”. Infine l’Ucraina: “Noi vogliamo il pacchetto di aiuti a Kiev entro un mese, perché sennò è chiaro che tutto quello che Meloni racconta quando viene a parlare al Consiglio europeo è finto e in realtà l’agenda del governo la detta Salvini”, afferma Calenda.
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