Affitti fantasma, la truffa corre sui social
Case inesistenti e caparre rubate: a Roma i falsi proprietari attirano le vittime con prezzi stracciati e spariscono dopo il pagamento.
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Il miraggio di una casa a buon prezzo può trasformarsi in pochi minuti in una trappola. A Roma, dove trovare un appartamento in affitto a condizioni sostenibili è spesso una corsa a ostacoli, i truffatori sfruttano il bisogno di studenti, lavoratori e famiglie per mettere a segno raggiri attraverso Facebook, Instagram e Marketplace. Il copione è collaudato: annunci accattivanti, fotografie rubate, canoni molto inferiori a quelli di mercato e la promessa di un appartamento disponibile subito. Poi arriva la richiesta di denaro e, una volta incassata la caparra, il proprietario fantasma scompare.
Il meccanismo è semplice, ma studiato per conquistare la fiducia di chi cerca casa con urgenza. Il falso locatore pubblica immagini di abitazioni reali, spesso sottratte ad altri annunci, e propone condizioni particolarmente vantaggiose. Quando un potenziale inquilino si fa avanti, cominciano le giustificazioni: il proprietario sarebbe all’estero, impegnato in un trasferimento di lavoro oppure impossibilitato a organizzare una visita. In alcuni casi, per rendere credibile la storia, vengono inventati incarichi diplomatici o militari.
La soluzione, assicurano i truffatori, sarebbe a portata di mano: basta versare una caparra per bloccare l’appartamento e assicurarsi le chiavi, talvolta promesse attraverso un corriere. Il pagamento viene richiesto con urgenza, attraverso bonifici istantanei, ricariche di carte prepagate o altri strumenti difficili da recuperare. Dopo il trasferimento del denaro, il contatto si interrompe: il profilo social viene cancellato, il telefono diventa irraggiungibile e dell’appartamento promesso non resta che un annuncio ingannevole.
A rendere il raggiro più insidioso è la capacità di costruire una falsa apparenza di affidabilità. I truffatori possono inviare documenti d’identità contraffatti, utilizzare fotografie autentiche e mantenere per giorni una conversazione apparentemente normale. Ma dietro una presentazione convincente può nascondersi un’identità inventata o quella di una persona estranea all’immobile.
I campanelli d’allarme non devono essere sottovalutati. Un prezzo eccessivamente basso rispetto agli altri affitti della zona, il rifiuto di mostrare la casa, la pressione per ottenere un pagamento immediato e la comunicazione limitata alle chat sono segnali che impongono prudenza. Anche una copia di un documento d’identità non costituisce una garanzia: potrebbe essere stata rubata o falsificata. Prima di versare qualsiasi somma, è fondamentale verificare l’identità del locatore, accertare la sua effettiva disponibilità dell’immobile e visitare l’appartamento, direttamente o attraverso una persona di fiducia. Una videochiamata in diretta può aiutare, ma non sostituisce le verifiche necessarie.
La regola è chiara: non pagare per un appartamento che non si è potuto verificare e non lasciarsi condizionare dalla paura di perdere un’occasione. La fretta è l’alleata principale di chi organizza queste truffe.
Chi sospetta di essere finito nella rete deve interrompere i contatti e non inviare altro denaro. Se il pagamento è già stato effettuato, occorre contattare immediatamente la banca o il gestore dello strumento utilizzato, chiedendo se sia possibile bloccare o recuperare la somma, e presentare denuncia alla Polizia Postale o ai Carabinieri. È importante conservare screenshot degli annunci e delle conversazioni, indirizzi dei profili, numeri telefonici, documenti ricevuti e ricevute dei pagamenti. Il profilo sospetto va inoltre segnalato alla piattaforma social.
La truffa degli affitti fantasma colpisce non soltanto il portafoglio, ma anche chi si trova nella necessità di trovare rapidamente un tetto. In una città come Roma, dove la ricerca di un’abitazione può diventare un percorso estenuante, l’illusione di aver trovato finalmente la casa giusta può abbassare le difese. Ed è proprio su questa vulnerabilità che fanno leva i falsi proprietari. Dietro l’annuncio conveniente può nascondersi una casa che non verrà mai consegnata e una caparra destinata a sparire.
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