Anno: XXVIII - Numero 191    
Giovedì 8 Ottobre 2026 ore 13:30
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Nuova legge elettorale, via libera della Camera con 227 sì.

Giornata decisiva per la legge elettorale: la Camera ha approvato la riforma, con 227 favorevoli e 164 contrari, con il voto a scrutinio segreto.

Nuova legge elettorale, via libera della Camera con 227 sì.

Si tratta del terzo passaggio parlamentare dopo le modifiche apportate dal Senato che avevano introdotto le preferenze con i capilista bloccati e innalzato il numero delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per presentarsi alle elezioni

La tappa di oggi è stata raggiunta dopo che il 6 ottobre il governo aveva incassato la fiducia approvando le modifiche ai primi due articoli del testo, con voto palese. Poi ieri, alla Camera, erano stati discussi e approvati anche l’articolo 3 (che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano) e l’articolo 8 (sull’estensione ai caregiver del voto fuorisede).

La legge elettorale di Giorgia Meloni ha superato l’ultimo scoglio: il voto a scrutinio segreto della Camera, che aveva rivelato brutte sorprese in prima lettura. “Vedette” meloniane hanno controllato i parlamentari di maggioranza. L’Italia andrà al voto con il Melonellum, un proporzionale che prevede un premio di maggioranza per la coalizione che ottiene più voti purché superi il 42%

Meloni è riuscita a ricompattare leader e peones, e nel corso dell’ultima lettura che ha dato il via libera definitivo la legge è passata con 227 voti a favore e 164 contrari.

Il parterre era quello delle grandi occasioni. I partiti di maggioranza e di opposizione hanno schierato infatti tutti i leader e i big: in dichiarazione di voto sono intervenuti sia la segretaria del Pd Elly Schlein che il leader di M5s Giuseppe Conte, per FdI il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli mentre per Forza Italia il vicesegretario Stefano Benigni, tra gli esponenti del centrodestra che ha seguito l’intero dossier sin dall’inizio. E ancora, ha preso parola uno dei due leader di Avs Angelo Bonelli, il segretario di +Europa Riccardo Magi, in sciopero della fame contro la norma sulle firme, i capigruppo di Iv e Azione, Maria Elena Boschi e Matteo Richetti. Per i vannacciani è stato il turno di Edoardo Ziello.

Andrea Delmastro, Sara Kelany, Marta Schifone sono state alcune delle “vedette” piazzate dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, per vigilare sul voto del suo gruppo parlamentare.

3 su 4 non conoscono la legge elettorale

Ma dopo averla letta 41% la promuove

Secondo l’ultima rilevazione di Youtrend per Sky TG24, oltre il 40% dà un giudizio positivo dopo aver esaminato le principali misure della proposta di riforma. Apprezzati il voto per i fuori sede (83%), le preferenze e il candidato premier (entrambi 62%), mentre divide il premio di maggioranza (39% contrario, 34% favorevole) e vengono bocciati i capilista bloccati (contrario il 56%). Solo uno su quattro crede che la legge renderà più stabili i governi

IL 41% GIUDICA POSITIVAMENTE LA LEGGE ELETTORALE

  • Dopo aver letto le principali misure della nuova legge elettorale, il 41% degli italiani esprime un giudizio complessivamente positivo, il 37% negativo e il 22% non si esprime. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Youtrend per Sky TG24.

Sky Cube: Nuova legge elettorale, cosa prevede e cosa cambia?  

IL 44% CONOSCE POCO I CONTENUTI

  • Tuttavia, solo il 24% dichiara di conoscere bene i contenuti della proposta di riforma della legge elettorale (5% “molto”, 19% “abbastanza”). Il 44% li conosce poco e il 32% non li conosce affatto, o quasi.

Come funziona la legge elettorale Stabilicum, dalle preferenze al premio di governabilità

IL PREMIO DI MAGGIORANZA

  • Guardando alle singole misure della nuova legge elettorale, il premio di maggioranza è respinto dal 39% degli intervistati e approvato dal 34%.
  • LE NOVITÀ DELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE

    Sistema “misto”, cioè proporzionale con premio di maggioranza, obbligo di indicazione del premier, capilista bloccati e preferenze scelte con le crocette in un elenco di candidati. Ecco le novità previste dalla legge elettorale voluta da Giorgia Meloni e approvata oggi in via definitiva dalla Camera.

    Premio di maggioranza. È fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o alla coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

    Tetto ai seggi. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

    Capilista bloccati e tre preferenze. Le liste dei collegi plurinominali saranno composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere con le crocette fino a tre preferenze. Per l’attribuzione del premio invece i partiti dovranno presentare liste a livello circoscrizionale, che in caso di coalizione di liste saranno le stesse per tutta la coalizione. La composizione del cosiddetto “listone”, che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza, è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

    Nessuna alternanza di genere. Abolita l’alternanza di genere per i capilista prevista invece dal Rosatellum. È prevista solo un’alternanza formale: i candidati, compreso il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere. Ma, non essendo le liste bloccate, si tratta di un ritocco che non garantisce quote di genere perchè l’elezione avviene comunque in ordine di preferenze ottenute. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento.

    Sbarramento. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

    Indicazione del Premier. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier però non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

    Stretta sulla raccolta firme. I partiti non presenti in Parlamento che intendono correre alle prossime elezioni politiche dovranno raccogliere almeno 6mila firme in ogni collegio per presentare le liste, ovvero circa 450mila. Per chi invece ha un gruppo o una componente in almeno una delle due camere al momento della convocazione dei comizi – ad esempio Più Europa o Futuro Nazionale con Vannacci – resta l’obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due camere al 31 dicembre 2025, ad esempio Azione, Avs e Noi Moderati, è prevista invece l’esenzione dalla raccolta firme. Esenzione contenuta in una norma transitoria della riforma elettorale che deroga alla legge vigente secondo cui è esonerato solo chi ha gruppi in entrambe le Camere da inizio legislatura.

    Candidature. Il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità deve candidarsi nella posizione di capolista in almeno uno dei collegi plurinominali. Possibili le pluricandidature con il limite massimo di cinque candidature di collegio.

    CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

    Più facile la raccolta firme per candidarsi all’estero. Nonostante l’ampiezza delle circoscrizioni, frutto dell’accorpamento da quattro a due alla Camera e da 2 a uno al Senato, rimane immutato il numero di almeno 500 firme previste dalla legge Tremaglia per ciascuna delle ripartizioni in cui è suddivisa la circoscrizione Estero. Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti costituiti in gruppo parlamentare, anche in una sola delle due Camere, nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali e per i partiti e gruppi politici che nell’ultima elezione hanno presentato candidature con proprio contrassegno e hanno ottenuto almeno un seggio in una delle due Camere.

    Voto ai fuori sede. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto, di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio. Nel corso dell’esame al Senato, la disciplina prevista per le persone malate è stata estesa anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.

     

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