Anno: XXVIII - Numero 186    
Giovedì 1 Ottobre 2026 ore 13:30
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Legali intercettati a Perugia, il Pm vuole distruggere i file.

Per i penalisti «l’autonomia e l’indipendenza della magistratura non possono tradursi in totale irresponsabilità»

Legali intercettati a Perugia, il Pm vuole distruggere i file.

Un nuovo capitolo si aggiunge alla vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale “Capanne” di Perugia da parte della polizia giudiziaria. Erano state autorizzate dalla procura solo per l’avvocato Daniela Paccoi, indagata per concorso in associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, induzione a rendere dichiarazioni mendaci e concorso in traffico di droga, ma poi si sono allargate indebitamente anche agli altri legali presenti nella sala colloqui.

Negli scorsi giorni il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto a diverse interrogazioni parlamentari sul tema ed ha indirizzato una lettera all’Unione Camere penali, ribadendo l’assoluta gravità dell’accaduto e sottolineando che l’avvocatura penale associata ha giustamente reagito anche attraverso l’astensione. Ora però sempre l’Ucpi, guidata da Francesco Petrelli, ha fatto sapere che «il pubblico ministero di Perugia ha chiesto di distruggere le registrazioni inutilizzabili, frutto delle captazioni illegittime dei colloqui tra difensore e assistito. Secondo le informazioni disponibili, si tratta di novanta segmenti di registrazione di colloqui di difensori del tutto estranei all’indagine con i propri assistiti e 27 intervalli relativi ai colloqui della professionista indagata con assistiti diversi da quelli indicati nell’autorizzazione emessa dal giudice». «Non si tratta – scrive la giunta Ucpi in una nota – di conversazioni soltanto irrilevanti e occasionalmente captate, bensì di colloqui dei quali è espressamente vietata la captazione, che nessuno avrebbe mai dovuto registrare». Per l’associazione politica dei penalisti, «i difensori e gli assistiti illegittimamente coinvolti devono poter conoscere quali colloqui siano stati intercettati, con chi, per quanto tempo e con quali contenuti, anche al fine di verificare se vi siano state conseguenze sul diritto di difesa e di valutare eventuali iniziative a tutela dei loro diritti violati».

Spiega Ucpi che la Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sentenza Contrada c. Italia n. 4 del 23 maggio 2024, ha chiarito che la possibilità di chiedere la distruzione delle registrazioni non assicura, da sola, la tutela delle persone intercettate rimaste estranee al procedimento, alle quali deve essere garantito un controllo giudiziario effettivo sulla legittimità e sulla necessità della misura. «È necessario pertanto che, prima di procedere alla distruzione, siano salvaguardati gli elementi necessari a consentire agli interessati di far accertare la violazione subita, le sue conseguenze e le eventuali responsabilità. La distruzione rischierebbe di compromettere, inoltre, proprio l’accertamento che il ministro si è impegnato a garantire», sostengono da Via del Banco di Santo Spirito. E si conclude: «La trasparenza sulle modalità di esercizio del potere giudiziario è un dovere democratico. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura non possono tradursi in totale irresponsabilità: i cittadini hanno diritto di sapere come e per quali ragioni si sia verificata una violazione così macroscopica del nucleo fondamentale del diritto di difesa, costituito dalla sacrale riservatezza dei colloqui tra difensore e assistito».

Intanto Nordio è andato alla Camera a rispondere ad una nuova interrogazione di Forza Italia presentata da Costa, Bellomo, Pittalis e Gentile che hanno chiesto di fare quanto prima piena luce sulla vicenda rendendo pubblici gli esiti degli accertamenti ministeriali, come richiesto appunto dall’Ucpi. «Ritengo che se, come appare ed è apparso in questi giorni, si voglia attuare la distruzione immediata di quegli atti, astrattamente suscettibili in futuro di una differente valutazione in altre sedi, questa distruzione sarebbe quantomeno prematura», ha detto il ministro Nordio appoggiando la richiesta dell’Ucpi.

E ha concluso: «Noi non intendiamo minimamente fermarci, andremo avanti fino in fondo, nei limiti delle nostre competenze, perché deve essere chiaro che, come una volta disse Benedetto Croce: “Se a Parigi va bene una messa, ci sono delle persone per le quali una messa va meglio di Parigi”, perché è questione di coscienza. Qui è questione di civiltà giuridica minima, se ammettessimo che possa essere intercettata la conversazione tra l’indagato e il suo difensore, ovviamente non indagato, avremmo una retrocessione della civiltà giuridica che ci riporterebbe ai tempi più bui del più oscuro medioevo». “Soddisfatto” della risposta il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Enrico Costa: «Siamo dinanzi ad un bivio: dinanzi ad una violazione pesantissima delle garanzie possiamo fare finta di nulla o andare a fondo come Stato di Diritto».

Capanne, la battaglia dei penalisti

Sei mesi di intercettazioni ai colloqui difensivi: l’UCPI chiede verità e garanzie.

Delibere di astensione, comunicati, interlocuzioni istituzionali, lettere e risposte, raccolti in un’unica sezione per una consultazione semplice e immediata.

22.05.2026 – Carcere Capanne di Perugia: l’Unione delibera l’astensione dalle udienze dall’8 al 12 giugno 2026, con manifestazione nazionale a Perugia l’11 giugno.

Quanto accaduto nel carcere di Perugia ‘Capanne’ costituisce una gravissima violazione del diritto di difesa, garantito dalla Costituzione, dalla CEDU e dal codice di procedura penale che occorre denunciare con fermezza. La Giunta delibera l’astensione dalle udienze dall’8 al 12 giugno 2026, con manifestazione nazionale a Perugia l’11 giugno.

Nel carcere di Capanne, a Perugia, sono stati intercettati per circa sei mesi i colloqui tra detenuti e avvocati, pur essendo autorizzata l’attività solo nei confronti di un singolo difensore indagato. Sono stati registrati anche colloqui di almeno quindici altri avvocati, contenenti strategie difensive e informazioni coperte dal segreto professionale. Le registrazioni, invece di essere immediatamente eliminate, sono confluite nel materiale investigativo. Tutto ciò costituisce una gravissima violazione del diritto di difesa, garantito dalla Costituzione, dalla CEDU e dal codice di procedura penale che occorre denunciare con fermezza.

 27.05.2026 – Avvocati intercettati: le lettere dell’Unione al Ministro della giustizia e al CSM

I fatti emersi in relazione alle intercettazioni effettuate presso le salette colloqui della casa circondariale di Perugia “Capanne” presentano profili di assoluta gravità e impongono una attenta e rigorosa valutazione da parte del Ministro della giustizia e del Consiglio Superiore della Magistratura.

 

29.05.2026 – Tutela del diritto di difesa e prospettive di riforme: l’incontro con il Ministro della Giustizia

L’incontro con il Ministro della giustizia del prossimo 4 giugno.

 4.06.2026 – SENZA RISERVATEZZA NON C’È DIFESA.

A Perugia una gravissima lesione del diritto di difesa in violazione della Costituzione, della CEDU e del codice di procedura penale. La manifestazione nazionale dei penalisti italiani l’11 giugno a Perugia.

 4.06.2026 – L’incontro dell’Unione con il Ministro della Giustizia

Una delegazione dell’Unione delle Camere Penali Italiane, composta dal Presidente Francesco Petrelli, dalla Vice Presidente Giulia Boccassi, dal Segretario Rinaldo Romanelli e dalla Tesoriera Laura Antonelli, ha incontrato oggi il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, alla presenza del Capo di Gabinetto Antonio Mura.

 3.07.2026 – Captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti: rendere pubbliche le risultanze delle verifiche svolte

Le lettere dell’Unione al Ministro della giustizia e al Procuratore Generale di Perugia per chiedere che vengano resi pubblici gli esiti delle verifiche svolte

 7.07.2026 – Perugia: sulle intercettazioni dei colloqui difensivi il silenzio delle istituzioni è inaccettabile

L’Unione delle Camere Penali Italiane pubblica la risposta inviata dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Sergio Sottani, alla richiesta di rendere note le risultanze delle verifiche avviate sulla vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale di Perugia e la lettera con la quale l’Unione ha oggi replicato a quella comunicazione.

 8.07.2026 – Intercettazioni a Perugia: l’Unione replica al Procuratore Generale, il rifiuto della trasparenza è inaccettabile

L’Unione delle Camere Penali Italiane pubblica la risposta del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia alla richiesta di diffondere pubblicamente le conclusioni delle verifiche svolte sulla gravissima vicenda delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale di Perugia e la propria replica.

 10.07.2026 – Intercettazioni dei colloqui difensivi nel carcere di Perugia: l’UCPI trasmette al CSM e al COA l’intero carteggio con il Procuratore Generale

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha trasmesso al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Avv. Fabio Pinelli, e al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia l’intero carteggio intercorso con il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia in relazione alla vicenda delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale di Perugia.

 31.07.2026 – Violazione del diritto di difesa, arretramento delle garanzie, emergenza carceri e omesse risposte: l’Unione delibera l’astensione

L’Unione Camere Penali Italiane denuncia l’assenza di risposte istituzionali sulla vicenda delle captazioni illegittime dei colloqui tra detenuti e difensori presso il carcere di Perugia “Capanne”, protrattesi per circa sei mesi in violazione degli artt. 15 e 24 della Costituzione, degli artt. 6-8 CEDU e dell’art. 103 c.p.p.

 10.09.2026 – UCPI scrive nuovamente al Ministro Nordio sulla vicenda delle intercettazioni dei colloqui difensivi di Perugia

UCPI torna a denunciare la grave violazione del diritto di difesa avvenuta nel carcere di Perugia “Capanne”, dove per circa sei mesi sono stati intercettati colloqui riservati tra detenuti e almeno quindici difensori, nonostante tali comunicazioni siano coperte dal segreto professionale. 

 29.09.2026 – Perugia: la distruzione non impedisca l’accertamento delle violazioni

UCPI denuncia la gravità delle intercettazioni illegittime di colloqui tra difensori e detenuti nel carcere di Capanne, sottolineando che si tratta di conversazioni la cui captazione è espressamente vietata dall’art. 103 c.p.p.  La Giunta contesta la richiesta della Procura di distruggere le registrazioni prima che sia possibile accertare pienamente la violazione, le sue conseguenze e le eventuali responsabilità. Occorre preservare gli elementi necessari all’accertamento e il diritto a un controllo giudiziario effettivo.

 

Di Valentina Stella su Il Dubbio

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