Anno: XXVIII - Numero 185    
Mercoledì 30 Settembre 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Le parole di Francesca Albanese non costruiscono la pace, alimentano la guerra

Le parole di Francesca Albanese non costruiscono la pace, alimentano la guerra

Donatella Di Cesare: Le parole di Francesca Albanese non costruiscono la pace, alimentano la guerra.

Le parole di Francesca Albanese non costruiscono la pace, alimentano la guerra

La professoressa della Sapienza al Foglio: “Nelle sue prese di posizione ravviso inimicizia verso il popolo ebraico: il palestinismo è diventata una religione con tratti non di rado totalizzanti, perfino totalitari. Il disegno di legge sull’antisemitismo? Il no del Pd sarebbe un grave errore”

“Le parole di Albanese non costruiscono la pace. Alimentano la guerra”. Donatella Di Cesare, filosofa e docente alla Sapienza, intervistata dal Foglio attacca la relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi e si schiera a favore del ddl sull’antisemitismo promosso dal senatore dem Graziano Delrio.

Per Di Cesare il problema va però oltre Francesca Albanese. “Il palestinismo è diventato la nuova religione civile”, sostiene. “È una religione con tratti non di rado totalizzanti, perfino totalitari”. E accusa una parte della sinistra di aver rinunciato al giudizio politico: “Quando si comincia a dividere il mondo tra puri e impuri, si smette di giudicare politicamente”.

Nel mirino finisce anche l’uso della parola genocidio. “Genocidio e genocidiario sono le parole-pietre che danno la stura all’odio viscerale. Se non la pronunci diventi complice, carnefice. Non c’è pensiero, né critica, né riflessione”. Per questo, aggiunge, “la sinistra dovrebbe sottrarsi a questo culto e tornare a giudicare politicamente”.

Durissimo il giudizio sulla relatrice Onu. “Dire, come ha detto lei, che l’antisemitismo riguarda genericamente i semiti cancella la storia specifica dell’odio contro gli ebrei”. Di Cesare critica anche il riferimento di Albanese al Muselmann, il termine usato nei lager per indicare i prigionieri ridotti allo stremo: “Usare proprio questo nome per dissolvere la specificità della vittima è una grave distorsione della memoria dei Lager”.

Neppure le successive scuse bastano, secondo la filosofa. “Le scuse non cancellano la gravità delle sue parole. Nelle prese di posizione di Albanese ravviso inimicizia verso il popolo ebraico”. E respinge l’idea che posizioni di questo tipo possano aiutare la causa palestinese: “Io non vedo come ciò aiuti i palestinesi. Aiutarli significa riconoscerli come soggetti politici. Le parole di Albanese non costruiscono la pace. Alimentano la guerra”.

Di Cesare si schiera quindi a favore del ddl antisemitismo e nega che possa impedire di criticare Israele. “Se quel no si rivolge al governo israeliano è critica politica. Se un ebreo che vive a Roma viene strattonato per strada, messo sotto accusa per scelte che non ha compiuto, le cose cambiano”.

Critico infine il giudizio sul Pd, orientato verso il voto contrario: “Non mi sarei aspettata che arrivasse a orientarsi verso un voto contrario al ddl. Lo considero un grave errore”. Ma Di Cesare mette in guardia anche le comunità ebraiche dall’avvicinamento alla destra: “Penso che sbagli chi si getta con fiducia nelle braccia della destra. È un sodalizio che non porterà a nulla di buono”

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.