Classi, il 30% straniero supera la soglia in 7,6%.
Ma il dato cambia radicalmente considerando i soli nati all’estero.
Statistiche ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) sulla presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole e, soprattutto, la distribuzione nelle singole classi.
Il MIM considera centrale, per l’inclusione scolastica, la distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra le scuole e all’interno delle classi. La normativa ministeriale del 2010 stabilisce che, di norma, gli alunni con cittadinanza non italiana con ridotte conoscenze della lingua italiana non debbano superare il 30% degli iscritti in una classe. Sono tuttavia previste deroghe, sia verso l’alto sia verso il basso.
Nel report MIM relativo all’anno scolastico 2020/2021, la Tavola 21 rileva le classi con oltre il 30% di alunni con cittadinanza non italiana:
Regione Classi oltre il 30%
Lombardia 14,5%
Emilia-Romagna 13,0%
Altre regioni percentuali inferiori
Italia – scuola secondaria I grado 5,7%
Il dato varia molto a seconda del grado scolastico. In Lombardia, per esempio, le classi oltre il 30% raggiungono il 20,4% nella primaria e il 14,2% nella secondaria di I grado. In Emilia-Romagna, nella secondaria di II grado, le classi con oltre il 30% arrivano all’8,1%, contro il 3,3% nazionale.
Nel report MIM 2021/2022 il Ministero segnala che, complessivamente, si registra un modesto aumento delle scuole con una presenza di studenti con cittadinanza non italiana superiore al 40%. La quota delle scuole nella fascia 30-40% passa invece dal 3,7% al 3,9%.
Parallelamente, gli studenti con cittadinanza non italiana erano 914.860 nel 2022/2023, pari all’11,2% dell’intera popolazione scolastica, con un aumento di circa 42.500 unità rispetto all’anno precedente.
Il Ministero parla tecnicamente di “alunni con cittadinanza non italiana”, non semplicemente di “stranieri”. È una distinzione importante perché molti di questi studenti sono nati in Italia. Ad esempio, nel 2019/2020 erano il 65,4% degli alunni con cittadinanza non italiana.
Il MIM dispone anche di un dataset ufficiale Open Data che permette di analizzare gli alunni per cittadinanza, ordine di scuola e anno di corso, distinguendo cittadinanza italiana e non italiana.
Classi oltre il 30%: ultima tavola MIM disponibile
Percentuale di classi statali con oltre il 30% di alunni con cittadinanza non italiana, A.S. 2022/2023. Il dato “totale” comprende sia gli alunni nati in Italia sia quelli nati all’estero.
Regione | Primaria | Secondaria I grado | Secondaria II grado | Totale classi |
Piemonte | 18,0% | 11,7% | 4,1% | 11,2% |
Lombardia | 24,1% | 16,7% | 8,8% | 16,8% |
Veneto | 18,4% | 8,5% | 3,4% | 10,5% |
Friuli-Venezia Giulia | 16,4% | 8,9% | 3,5% | 9,5% |
Liguria | 23,0% | 13,0% | 6,0% | 13,9% |
Emilia-Romagna | 25,0% | 13,3% | 8,0% | 15,6% |
Toscana | 15,5% | 9,4% | 6,6% | 10,4% |
Umbria | 11,5% | 4,6% | 6,1% | 7,8% |
Marche | 7,7% | 4,7% | 3,2% | 5,2% |
Lazio | 8,5% | 3,5% | 1,5% | 4,6% |
Abruzzo | 4,0% | 2,2% | 1,0% | 2,4% |
Molise | 2,7% | 0,8% | 0,7% | 1,4% |
Campania | 1,2% | 0,5% | 0,2% | 0,6% |
Puglia | 0,8% | 0,1% | 0,1% | 0,4% |
Basilicata | 0,9% | 1,8% | 0,9% | 1,1% |
Calabria | 2,5% | 1,3% | 0,5% | 1,4% |
Sicilia | 3,0% | 1,0% | 0,5% | 1,5% |
Sardegna | 1,0% | 0,2% | 0,1% | 0,4% |
ITALIA | 12,4% | 7,0% | 3,5% | 7,6% |
Fonte: MIM, Ufficio di statistica, Gli alunni con cittadinanza non italiana, A.S. 2022/2023, Tavola 21.
Il dato politico-scolastico più significativo
Nel complesso nazionale, le classi con oltre il 30% di alunni con cittadinanza non italiana sono passate dal 6,8% del 2021/2022 al 7,6% nel 2022/2023. Nella primaria raggiungono il 12,4%, contro il 7,0% nella secondaria di primo grado e il 3,5% nella secondaria di secondo grado.
La concentrazione territoriale è molto netta: Lombardia 16,8%, Emilia-Romagna 15,6%, Liguria 13,9%, Piemonte 11,2%. All’opposto, il dato scende allo 0,4% in Puglia e Sardegna e allo 0,6% in Campania.
La Lombardia presenta inoltre il valore più elevato nella secondaria di primo grado (16,7%) e nella secondaria di secondo grado (8,8%), mentre in primaria il massimo è dell’Emilia-Romagna, con il 25%.
Attenzione al dato sui nati all’estero
La stessa tavola MIM contiene una seconda misura: se si considerano soltanto gli alunni con cittadinanza non italiana nati all’estero, la quota nazionale di classi oltre il 30% scende drasticamente al 0,6%. I valori più elevati sono in Liguria (1,7%), Molise (1,2%) e Friuli-Venezia Giulia (1,1%).
Questo è un punto giornalisticamente decisivo: il 7,6% riguarda la cittadinanza non italiana nel suo complesso e comprende le seconde generazioni nate in Italia.
E le soglie 40% e 50%?
Qui bisogna evitare un errore statistico. Il MIM non pubblica, per le classi, una tavola regionale con “oltre 30%, oltre 40%, oltre 50%”. La Tavola 21 si ferma all’“oltre 30%”.
Le soglie superiori sono invece pubblicate nella Tavola 20 per le scuole, non per le classi:
Regione | Scuole >30% e <40% | Scuole ≥40% |
Piemonte | 5,4% | 5,2% |
Valle d’Aosta | 1,4% | 0,5% |
Lombardia | 8,0% | 7,4% |
Trentino-Alto Adige | 3,7% | 2,5% |
Veneto | 5,9% | 6,0% |
Friuli-V.G. | 5,4% | 5,6% |
Liguria | 6,7% | 6,8% |
Emilia-Romagna | 10,6% | 8,4% |
Toscana | 5,9% | 4,6% |
Umbria | 4,8% | 3,9% |
Marche | 3,6% | 2,5% |
Lazio | 3,7% | 2,6% |
Abruzzo | 2,5% | 1,0% |
Molise | 1,0% | — |
Campania | 0,7% | 0,6% |
Puglia | 0,6% | 0,4% |
Basilicata | 0,9% | 0,9% |
Calabria | 1,4% | 0,8% |
Sicilia | 0,8% | 1,2% |
Sardegna | 0,1% | 0,2% |
ITALIA | 4,2% | 3,7% |
Quindi, sommando le due fasce, nel 2022/23 il 7,9% delle scuole italiane aveva più del 30% di alunni con cittadinanza non italiana; il 3,7% era al 40% o oltre. In Emilia-Romagna la quota complessiva oltre il 30% arrivava al 19,0% delle scuole, in Lombardia al 15,4%.
Non è però corretto trasformare questi numeri in percentuali di classi oltre il 40% o oltre il 50%.
Analisi giornalistica
Il dato del MIM racconta una scuola italiana nella quale la presenza di alunni con cittadinanza non italiana è fortemente differenziata territorialmente e, soprattutto, concentrata in alcune aree del Paese.
La prima evidenza è la distanza tra Nord e Mezzogiorno. La quota di classi oltre il 30% raggiunge il 16,8% in Lombardia e il 15,6% in Emilia-Romagna, mentre resta sotto l’1% in Campania, Puglia e Sardegna. Non siamo dunque davanti a un fenomeno distribuito uniformemente sul territorio nazionale: la pressione demografica e scolastica legata alla presenza straniera si concentra soprattutto nelle regioni settentrionali.
La seconda evidenza riguarda la scuola primaria, dove la concentrazione è nettamente più alta. In Emilia-Romagna una classe primaria su quattro supera il 30%; in Lombardia si arriva al 24,1%, in Liguria al 23%. È un fenomeno che interessa quindi soprattutto le fasce scolastiche più giovani, nelle quali le seconde generazioni nate in Italia hanno un peso rilevante.
La terza evidenza è che il dato sulle classi non può essere letto come sinonimo di “alunni stranieri appena arrivati”. Il MIM mostra infatti che, quando si escludono i nati in Italia e si considerano soltanto quelli nati all’estero, le classi oltre il 30% passano dal 7,6% allo 0,6% a livello nazionale.
C’è infine un elemento istituzionale da non trascurare. Il limite del 30% previsto dalle disposizioni ministeriali è un criterio ordinamentale di norma, non un divieto assoluto: sono previste deroghe, in particolare quando gli alunni possiedono adeguate competenze linguistiche; il MIM precisa inoltre che una scuola non può rifiutare l’iscrizione di un minore per il superamento della percentuale.
In sintesi
7,6% delle classi statali italiane supera il 30%;
16,8% in Lombardia;
15,6% in Emilia-Romagna;
13,9% in Liguria;
11,2% in Piemonte;
12,4% il dato nazionale nella primaria;
25% il picco dell’Emilia-Romagna nella primaria.
Il rapporto MIM segnala inoltre 914.860 alunni con cittadinanza non italiana, pari all’11,2% degli alunni complessivi nel 2022/23.
Picchi in Lombardia ed Emilia-Romagna. Ma il dato cambia radicalmente considerando i soli nati all’estero
Nota redazionale: per una tabella realmente completa con 30%, 40% e 50% riferiti alle classi, occorrerebbe un dataset MIM disaggregato che il Ministero non espone nella Tavola 21. Ho preferito quindi non ricostruire artificialmente le soglie 40% e 50%, evitando di presentare come dato MIM qualcosa che il MIM non pubblica.
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