La Calabria che riparte, De Luca che guida
La Convention dei Consulenti del Lavoro di Reggio Calabria consacra una categoria protagonista della crescita e una leadership capace di guardare al futuro.
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Ci sono eventi che si limitano a raccontare una realtà e altri che, invece, finiscono per rappresentare una realtà che cambia. La Convention nazionale dei Consulenti del Lavoro di Reggio Calabria appartiene alla seconda categoria. Perché ha portato nel cuore della Calabria non soltanto una grande comunità professionale, ma soprattutto un messaggio preciso: il lavoro può tornare a essere motore di sviluppo, di autonomia, di dignità e di futuro.
I numeri presentati a Reggio Calabria non lasciano spazio a interpretazioni superficiali. In quattro anni gli occupati calabresi sono aumentati dell’8,9%, il lavoro autonomo è cresciuto del 21,7%, i rapporti a tempo indeterminato sono aumentati mentre quelli a termine sono diminuiti. Cresce anche l’occupazione femminile, diminuiscono i Neet e si registrano segnali di ritorno di competenze e persone verso il territorio.
Non è ancora la vittoria sulla storica emergenza occupazionale del Mezzogiorno. Il tasso di occupazione al 47,5% ricorda brutalmente quanto sia ancora grande la distanza dal resto del Paese. Ma è un cambiamento che merita di essere riconosciuto. E soprattutto accompagnato.
È qui che la Convention assume un significato che va oltre la pur importantissima dimensione professionale.
I Consulenti del Lavoro non sono semplici osservatori del mercato. Sono dentro il mercato. Sono accanto alle imprese, ai lavoratori, ai giovani, alle famiglie. Conoscono la difficoltà di assumere, il peso della burocrazia, la trasformazione delle competenze, le nuove esigenze delle aziende e le fragilità di chi cerca un lavoro. Sono, in definitiva, uno degli snodi attraverso i quali le politiche del lavoro diventano realtà quotidiana.
E a guidare questa comunità professionale c’è Rosario De Luca.
La sua presenza alla Convention di Reggio Calabria non è stata soltanto quella del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine. È stata la presenza di un dirigente professionale che ha scelto di legare il destino della categoria alla capacità dei territori di crescere.
La sua indicazione è stata netta: investire sul territorio, consolidare ciò che sta funzionando, costruire una nuova stagione di sviluppo.
È una visione che restituisce alle professioni un ruolo che troppo spesso viene dimenticato. Le professioni non sono un mondo separato dall’economia. Sono parte dell’economia. Producono competenze, accompagnano le imprese, sostengono l’occupazione, generano valore e costruiscono, attraverso il lavoro quotidiano, quella rete di fiducia senza la quale nessuna crescita può diventare strutturale.
De Luca ha avuto il merito, in questi anni, di interpretare questo ruolo con una forte attenzione alla modernizzazione della categoria. Ricambio generazionale, formazione, aggregazione degli studi, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale: sono tutte questioni che non appartengono soltanto al futuro dei Consulenti del Lavoro. Appartengono al futuro del lavoro italiano.
Ed è proprio questo il messaggio più importante arrivato da Reggio Calabria.
Una categoria professionale non può limitarsi a difendere il proprio presente. Deve costruire il proprio futuro. Deve aprire le porte ai giovani, favorire il passaggio generazionale, rendere gli studi più competitivi, utilizzare l’intelligenza artificiale senza subirla, trasformare l’innovazione in uno strumento di qualità e non in una minaccia.
Il dato secondo cui il 54% degli under 40 prenderebbe in considerazione l’acquisizione di uno studio già avviato racconta bene questa nuova fase. Dietro quel numero c’è una generazione che non chiede soltanto di entrare nella professione: chiede di poterla vivere da protagonista.
Anche la previdenza entra naturalmente in questa prospettiva. La solidità dell’Enpacl, i risultati economici raggiunti e le nuove misure allo studio confermano che una professione moderna deve saper costruire protezione sociale insieme a crescita professionale.
Ma il valore della Convention è stato soprattutto quello di aver portato questa discussione in Calabria.
Non una Calabria raccontata attraverso le sue difficoltà, ma una Calabria capace di raccontare le proprie potenzialità. Non la retorica della ripartenza, ma numeri che mostrano segnali concreti. Non la promessa di un miracolo, ma la possibilità di trasformare una fase positiva in una crescita stabile.
Ed è forse questo il significato più alto della giornata di Reggio Calabria.
La Calabria non è più soltanto una terra dalla quale partire. È anche una terra nella quale si può tornare, investire, lavorare, fare impresa, esercitare una professione.
La strada è lunga. Il divario occupazionale resta enorme. La fuga dei giovani non è stata cancellata. L’inattività femminile continua a rappresentare un problema. Ma proprio per questo i segnali emersi dalla Convention assumono un valore ancora maggiore.
Perché quando una regione che per anni ha combattuto contro la stagnazione torna a creare occupazione, ad aumentare il lavoro autonomo e a rafforzare il lavoro stabile, il dato economico diventa anche un dato civile.
E quando una grande categoria professionale decide di portare la propria Convention proprio lì, nel cuore di quella sfida, compie una scelta che va oltre il calendario degli eventi.
Rosario De Luca ha saputo trasformare questa Convention in un appuntamento di categoria e, insieme, in una fotografia dell’Italia che cambia.
È questo il merito della manifestazione di Reggio Calabria. E forse è questa la cifra della leadership di De Luca: ricordare che dietro ogni contratto, ogni partita Iva, ogni impresa, ogni studio professionale e ogni giovane che cerca il proprio posto nel mondo c’è una persona. E che il compito delle professioni è aiutare quella persona a costruire il proprio futuro.
La Calabria, dunque, torna a creare lavoro.
La Convention lo ha raccontato.
I Consulenti del Lavoro lo hanno dimostrato.
De Luca lo ha indicato come una responsabilità collettiva.
Ora la sfida è trasformare questa ripartenza in una stagione.
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