CONSULENTI DEL LAVORO, DA REGGIO CALABRIA LA SFIDA DEL FUTURO
De Luca: investire sui giovani per una nuova stagione di crescita.De Luca: investire sui giovani per una nuova stagione di crescita.
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La professione dei Consulenti del Lavoro guarda al futuro partendo dai giovani. È questo il filo conduttore emerso dalla seconda giornata della Convention Nazionale di categoria a Reggio Calabria, dove formazione, ricambio generazionale, innovazione tecnologica e qualità dell’occupazione sono stati messi al centro di un confronto che ha coinvolto istituzioni, mondo accademico, professionisti e rappresentanti delle imprese. Una prospettiva che trova una prima traduzione concreta nel Protocollo d’intesa siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, dall’Università della Calabria e dal Consiglio Provinciale dell’Ordine di Cosenza. L’obiettivo è avvicinare gli studenti universitari, soprattutto quelli dei percorsi economico-giuridici, alla professione attraverso percorsi di formazione, orientamento e inserimento lavorativo, facendo conoscere le modalità di accesso alla categoria e le opportunità professionali che essa offre.
Il tema dei giovani si intreccia direttamente con quello del ricambio generazionale degli studi. Dal sondaggio presentato da Ester Dini, Responsabile dell’Ufficio Studi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, emerge infatti una categoria che guarda con interesse a nuovi modelli di esercizio della professione. Il 54% degli under 40 prenderebbe in considerazione l’acquisizione di uno studio già avviato. Un dato che segnala come il passaggio generazionale possa diventare non soltanto una necessità, ma anche un’opportunità per favorire l’ingresso di nuove energie nella professione. Accanto all’acquisizione degli studi emergono la richiesta di maggiore aggregazione, la multidisciplinarietà e la necessità di strumenti capaci di facilitare l’incontro tra professionisti delle diverse generazioni e accompagnare il trasferimento delle competenze.
La questione dell’accesso alla professione è stata affrontata anche da Elisa Paolieri, Presidente dell’ANGCDL, che ha rilanciato la necessità di intervenire sulla legge n. 12/79 per rendere il percorso verso l’abilitazione più moderno e attrattivo. Tra le proposte indicate, l’istituzione di un albo speciale per i praticanti all’interno dei Consigli Provinciali, il rafforzamento della formazione e una revisione dell’Esame di Stato, con criteri più uniformi a livello nazionale e una maggiore attenzione alla dimensione pratica della professione. L’idea di fondo è accompagnare il giovane fin dall’ingresso nel praticantato, facendolo sentire parte integrante della categoria e non soltanto un aspirante professionista in attesa dell’abilitazione.
È sul terreno concreto del mercato del lavoro che questa strategia trova però la sua verifica. I dati presentati da Ester Dini sulla Calabria mostrano segnali incoraggianti: tra il 2022 e il 2026 gli occupati sono aumentati dell’8,9%, con 47 mila occupati in più e 33 mila disoccupati in meno. La crescita, secondo l’analisi della Fondazione Studi, è stata superiore a quella registrata nel Mezzogiorno e nella media nazionale, sostenuta soprattutto dal lavoro autonomo e dai servizi avanzati. Anche i rientri rappresentano un elemento positivo, indicando una maggiore dinamicità del mercato regionale, pur in presenza di divari strutturali che restano da colmare. La Calabria diventa così il laboratorio nel quale leggere una trasformazione più ampia: creare occupazione significa anche costruire condizioni perché competenze e professionalità possano rimanere o tornare sul territorio.
Ma occupazione significa anche regolarità e sicurezza. È uno dei messaggi più netti emersi dalla tavola rotonda dedicata al binomio “Occupazione e sicurezza”. Il lavoro sommerso e irregolare, oltre a produrre distorsioni economiche e concorrenziali, aumenta infatti l’esposizione ai rischi e rende più difficile garantire effettivamente la tutela delle persone. Antonio Pone, Direttore generale vicario dell’Inps, ha richiamato il ruolo della vigilanza previdenziale, dell’interoperabilità delle banche dati e degli strumenti reputazionali come leve per favorire l’emersione del lavoro regolare. Vincenzo Caridi, Capo Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha evidenziato invece le potenzialità delle nuove tecnologie e dei sistemi informativi nel contrasto all’illegalità e nella prevenzione.
Sul fronte delle imprese, Roberto Capobianco, Presidente di Conflavoro PMI, ha posto l’accento sulla necessità di una formazione realmente efficace e di controlli più incisivi, mentre Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha richiamato, a partire dai dati INAIL, l’evoluzione delle misure normative sulla sicurezza, sulla regolarità e sulla qualità dell’occupazione. Pasquale Staropoli, Responsabile della Segreteria tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha sottolineato infine la centralità della cultura della sicurezza e della tutela della persona. Un quadro nel quale il Consulente del Lavoro assume un ruolo sempre più rilevante: non soltanto interprete della normativa, ma professionista chiamato a prevenire irregolarità, sostenere le imprese e contribuire alla costruzione di un mercato del lavoro più trasparente.
A cambiare rapidamente è anche il modo in cui domanda e offerta di lavoro si incontrano. Andrea Piscopo, Direttore Generale per l’innovazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha annunciato che dal 1° dicembre 2026 sarà obbligatorio pubblicare sul SIISL le offerte di lavoro finalizzate alle assunzioni agevolate. Tra le novità indicate anche il fascicolo delle decontribuzioni, previsto da fine ottobre, e nuove funzionalità destinate a favorire l’inserimento lavorativo degli stranieri formati all’estero. Il confronto, al quale hanno partecipato Giovanni Marcantonio, Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’INPS, Vincenzo Silvestri, Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, e Andrea Cafà, Presidente di Fonarcom e Cifa Italia, ha confermato quanto il digitale stia diventando una componente strutturale delle politiche occupazionali e, di conseguenza, anche dell’attività professionale dei Consulenti del Lavoro.
È una trasformazione che investe direttamente gli studi. L’intelligenza artificiale, ha sottolineato Enrico Vannicola, Presidente Nazionale ANCL, deve essere considerata un alleato e non un sostituto del professionista. Il punto non è dunque soltanto adottare nuove tecnologie, ma governarle, integrandole con competenze, esperienza e capacità di interpretazione delle norme. In questa prospettiva il ricambio generazionale diventa ancora più decisivo: servono formazione continua, passaggio delle competenze e modelli organizzativi nuovi, capaci di rendere gli studi più efficienti e attrattivi per le nuove generazioni.
Anche l’Enpacl guarda a questa transizione con attenzione. Il Direttore generale Fabio Faretra, aprendo i lavori della seconda giornata, ha illustrato i numeri dell’evoluzione della categoria: l’Ente ha chiuso il 2025 con un avanzo d’esercizio di 120,5 milioni di euro, mentre il fatturato complessivo della categoria ha raggiunto 1,853 miliardi di euro. Una situazione che conferma la solidità del sistema e che, secondo le indicazioni emerse, deve essere accompagnata da strumenti specifici per sostenere il passaggio generazionale degli studi e favorire l’ingresso e la crescita dei giovani professionisti.
A tenere insieme tutti questi temi è stata Flaviana Tuzzo, Coordinatrice della Consulta regionale degli Ordini dei Consulenti del Lavoro della Calabria, che ha espresso orgoglio per aver portato la categoria in Calabria e ha richiamato il valore della coesione davanti alle trasformazioni del mercato del lavoro. Giovani, competenze e formazione diventano così gli elementi sui quali costruire la prossima fase della professione.
La Convention di Reggio Calabria consegna quindi alla categoria una sfida precisa: governare il cambiamento senza perdere la propria funzione sociale. Il futuro del Consulente del Lavoro passa dall’università, dal praticantato e dall’abilitazione, ma anche dalla capacità di accompagnare imprese e lavoratori nella transizione digitale, sostenere il lavoro regolare, contribuire alla sicurezza e costruire nuovi modelli di studio. Il ricambio generazionale non può essere soltanto una sostituzione anagrafica: deve diventare un processo organizzativo e culturale capace di trasferire esperienza e, nello stesso tempo, aprire spazio a nuove competenze. È su questo equilibrio tra tradizione e innovazione che la categoria sarà chiamata a misurarsi nei prossimi anni.

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