Anno: XXVIII - Numero 181    
Giovedì 24 Settembre 2026 ore 13:30
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Contratto settore sanità riparte la trattativa.

Riparte il confronto sul contratto 2025-2027 dell’Area Sanità: nella bozza aumenti medi di 240 euro, nuove tutele per chi subisce aggressioni e interventi sulle carriere.

Contratto settore sanità riparte la trattativa.

Riparte all’Aran la trattativa per il rinnovo dei contratti della sanità, con medici, dirigenti sanitari, veterinari e professionisti delle professioni sanitarie, mentre si apre anche il confronto sul personale della ricerca sanitaria. Sul tavolo una bozza più articolata, che mette insieme aumenti economici, nuove tutele per chi subisce aggressioni, percorsi di carriera e disciplina del personale impegnato nella ricerca.

Per l’Area Sanità 2025-2027 la proposta prevede un aumento medio di 240 euro mensili per 13 mensilità. A questa cifra si aggiungono circa 140 euro medi di risorse aggiuntive derivanti da disposizioni di legge. Considerando anche le diverse indennità, comprese quelle di specificità sanitaria, medico-veterinaria e di pronto soccorso, l’incremento complessivo può superare i 380 euro.

L’obiettivo indicato dall’Aran è arrivare alla firma entro ottobre. Il presidente Antonio Naddeo ha però chiarito che il negoziato non è ancora alle battute finali: il prossimo incontro sarà ancora interlocutorio, anche se la trattativa viene considerata in fase avanzata.

Particolarmente significativo il capitolo dedicato alle aggressioni contro il personale sanitario. La bozza prevede il patrocinio legale e il supporto psicologico da parte dell’azienda per il professionista che ne faccia richiesta. Viene inoltre introdotta la possibilità, per chi subisce un’aggressione, di utilizzare fino a 30 giorni di ferie e riposi solidali messi a disposizione dai colleghi.

Il rinnovo interviene anche sulle progressioni professionali e sulla revisione degli incarichi e dei percorsi di carriera. Restano tuttavia aperte le richieste sindacali sulla tempistica degli scatti di anzianità. Anaao Assomed ha proposto un percorso di progressione a 3, 5, 10, 15 e 20 anni.

Parallelamente, il 22 settembre è stato aperto all’Aran il confronto sul personale della ricerca sanitaria degli Irccs e degli Istituti zooprofilattici sperimentali. Gli incrementi economici per ricercatori sanitari e collaboratori di ricerca sono già previsti nelle tabelle del contratto, mentre le regole del rapporto di lavoro sono state rinviate a questa specifica sessione negoziale.

La Fials ha denunciato una disparità di trattamento: secondo il sindacato, il personale della ricerca ha beneficiato degli incrementi economici ma resta escluso da alcune innovazioni normative introdotte per il resto del comparto. Tra le richieste figurano una piena contrattazione integrativa aziendale sugli istituti economici, la revisione delle regole sull’orario oltre le 36 ore settimanali e il superamento del tetto previsto dall’articolo 18 del precedente contratto per i fondi destinati al trattamento accessorio.

In questo quadro emerge anche il nodo dell’infermiere di ricerca clinica. La figura è stata prevista dal decreto legislativo 31 marzo 2026, n. 67 sul riordino degli Irccs, che consente alle Fondazioni Irccs e agli Irccs non trasformati di prevedere nei propri statuti incarichi di responsabile della ricerca clinica e di infermiere di ricerca clinica. Gli incarichi devono essere conferiti senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nel rispetto delle disposizioni contrattuali.

Proprio il contratto diventa quindi decisivo per definire requisiti, responsabilità, graduazione e valore economico di questi incarichi. La questione si intreccia con il problema delle risorse per il salario accessorio: se i fondi restano ancorati ai limiti fissati nel 2021, la creazione di nuovi incarichi rischia di dover trovare spazio all’interno di risorse già considerate insufficienti dalle organizzazioni sindacali.

La partita riguarda dunque non soltanto gli aumenti in busta paga, ma anche il riconoscimento professionale e le condizioni di lavoro di medici, infermieri e degli altri professionisti della sanità. Per l’Area Sanità l’Aran punta alla chiusura entro ottobre. Per la ricerca sanitaria, invece, il confronto è appena iniziato e dovrà stabilire concretamente come dare attuazione alle nuove figure professionali previste dalla riforma degli Irccs.

 

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