Anno: XXVIII - Numero 180    
Mercoledì 23 Settembre 2026 ore 13:30
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Stop alle riserve professionali ingiustificate

Antitrust in linea con la Lapet.

Stop alle riserve professionali ingiustificate

Attività professionali libere e riservate: confini sempre più definiti. Quello della netta separazione tra attività libere e riservate è un principio che la Lapet sostiene da sempre e che ora trova finalmente terreno fertile in importanti passi avanti istituzionali. Tale definizione si sta infatti concretizzando grazie agli indirizzi espressi dal legislatore nell’ambito del disegno di legge delega sulla riforma degli ordinamenti professionali (già approvato dal Senato e in attesa del via libera definitivo da parte della Camera). Soddisfazione ha espresso il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone che ha ricordato l’intensa attività istituzionale condotta dall’associazione, a partire dall’audizione dello scorso 22 gennaio, occasione in cui la Lapet aveva segnalato il rischio di un “cortocircuito” normativo derivante dalla formulazione originaria del provvedimento.

“Il testo approvato definisce con assoluta chiarezza i confini tra: attività riservate, ossia le mansioni svolte in via esclusiva e sancite dalla legge per tutelare interessi superiori dello Stato, quali la fede pubblica, la salute e la giustizia; attività libere quali ambiti e compiti professionali per cui non sussiste alcuna esclusiva, risultando pienamente aperti al mercato, al pluralismo e alla libera concorrenza. – ha ribadito il presidente – L’affermazione di questo principio da parte del legislatore rappresenta un risultato importante non solo per la categoria dei tributaristi che rappresentiamo, ma per tutto il comparto delle professioni disciplinate dalla legge n. 4/2013”.

Inoltre, la direzione tracciata dal Senato trova ulteriore e autorevole riscontro nelle valutazioni dell’autorità garante della concorrenza e del mercato. Infatti, nel bollettino dello scorso 20 luglio, proprio in relazione allo schema di disegno di legge recante “delega al Governo per la riforma degli ordinamenti professionali”, l’Antitrust si è espressa ricordando che la valutazione ex ante di proporzionalità condotta ai sensi del decreto legislativo n. 142/2020 (attuativo della direttiva UE 2018/958) riguarda le misure suscettibili di introdurre restrizioni all’accesso o all’esercizio delle professioni regolamentate. In conformità ai principi euro-unitari, tali restrizioni possono ritenersi giustificate solo laddove non risultino discriminatorie, siano sorrette da motivi imperativi di interesse generale e rispettino il principio di proporzionalità rispetto agli obiettivi perseguiti. L’Antitrust si è inoltre soffermata a sottolineare che i provvedimenti attuativi successivi dovranno conformarsi ai principi di necessità e proporzionalità, traducendosi in soluzioni normative adeguatamente giustificate e coerenti con gli interessi generali sottesi alla riforma. Nello specifico, l’Autorità ha chiarito che la “Griglia di proporzionalità” richiama il legislatore delegato a non attribuire nuove competenze professionali né a istituire nuove riserve, bensì esclusivamente a censire e sistematizzare le attività già previste in altre disposizioni di legge. Sul punto, l’Antitrust ha ribadito un orientamento fondamentale: l’attribuzione di competenze esclusive agli iscritti ad albi professionali si giustifica unicamente se l’esercizio della professione è strettamente connesso alla tutela di pubblici interessi costituzionalmente garantiti, e solo se la riserva risulta indispensabile per garantire uno standard minimo di prestazione e un controllo sulle modalità di esercizio.

“Pur consapevoli delle pressanti ed attuali esigenze dell’agenda politica e parlamentare, auspichiamo che, data l’indiscussa rilevanza del provvedimento in questione, il suo iter legislativo possa concludersi al più presto. – ha aggiunto Falcone – Solo attraverso una netta distinzione semantica e giuridica delle attività professionali, sarà possibile modernizzare gli ordinamenti professionali senza distruggere quel tessuto di competenze che, ogni giorno, supporta la crescita del sistema economico nazionale come riconosciuto alle professioni di cui alla legge n.4/2013”.

 

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