Anno: XXVIII - Numero 179    
Martedì 22 Settembre 2026 ore 13:30
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Svolta dei Testimoni di Geova sull'uso del sangue nelle cure mediche.

Diventa possibile ricevere e donare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine senza conseguenze religiose. Rimane invece vietata la trasfusione di sangue intero.

Svolta dei Testimoni di Geova sull'uso del sangue nelle cure mediche.

Il Corpo Direttivo internazionale ha stabilito che l’impiego dei quattro principali componenti del sangue provenienti da un’altra persona — globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine — non sarà più vietato, ma diventerà una scelta di coscienza individuale. Resta invece fermo il divieto relativo al sangue intero.

La novità è stata annunciata nel “2026 Governing Body Update n. 6”, diffuso sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova. Il cambiamento amplia un precedente chiarimento del marzo 2026, quando era stato stabilito che ciascun fedele potesse decidere autonomamente sull’utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e terapeutico.

Dopo aver pregato ulteriormente sulla questione, il Corpo Direttivo ha deciso che questo stesso principio si applica anche ai quattro componenti principali del sangue intero, ovvero globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine che provengono dal sangue di un’altra persona”, afferma il portavoce nell’annuncio.

Quindi ogni cristiano deve prendere la propria decisione riguardo all’utilizzo di questi quattro componenti principali in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche”. Analoga libertà di coscienza viene riconosciuta sulla donazione: “Ogni cristiano deve decidere se donare o meno componenti o frazioni del proprio sangue”.

Il Corpo Direttivo precisa che il nuovo orientamento non comporta un ridimensionamento del valore religioso attribuito al sangue. Per i Testimoni di Geova restano centrali i passi biblici di Genesi 9:4 e Atti 15:28-29, con il comando di “astenersi dal sangue”. Continua quindi a non essere accettata l’assunzione di sangue intero di un’altra persona, per bocca o tramite trasfusione.

La revisione viene motivata con il fatto che le Scritture non fanno riferimento specifico ai singoli prodotti e componenti utilizzati dalla medicina moderna. “Non siamo autorizzati ad andare oltre ciò che è scritto”, afferma il portavoce citando la Prima lettera ai Corinti. E, richiamando la Seconda lettera ai Corinti, aggiunge: “Non che siamo i padroni della vostra fede”.

La decisione modifica in modo sostanziale una posizione religiosa mantenuta per decenni e potrà avere conseguenze rilevanti nell’assistenza sanitaria ai Testimoni di Geova. Nella medicina contemporanea, infatti, la maggior parte delle trasfusioni riguarda infatti singoli componenti del sangue e non sangue intero, ad esempio in interventi cardiochirurgici, grandi emorragie, traumi o complicazioni del parto.

Il divieto delle trasfusioni è stato per decenni al centro di polemiche mediche, bioetiche e giudiziarie, soprattutto nei casi in cui il rifiuto riguardava pazienti in pericolo di vita o minori per i quali erano i genitori a opporsi alla somministrazione di sangue. Nel corso degli anni sono stati documentati casi di Testimoni di Geova deceduti dopo avere rifiutato una trasfusione ritenuta necessaria dai medici.

Tra le realtà più attive nel contestare la precedente disciplina figura AJWRB, Associated Jehovah’s Witnesses for Reform on Blood, un movimento nato all’interno e attorno alla comunità dei Testimoni di Geova per chiedere una riforma delle regole sul sangue. Gli attivisti sostengono da anni che la decisione di accettare o meno una trasfusione dovrebbe essere lasciata alla coscienza personale del singolo fedele, senza conseguenze sul piano religioso, in particolare quando le terapie alternative non siano disponibili o risultino insufficienti.

Sulla base di studi clinici e di estrapolazioni epidemiologiche, l’associazione ha stimato oltre 33 mila possibili morti aggiuntive tra il 1961 e il 2016 legate al rifiuto del sangue. Non si tratta tuttavia di un conteggio di decessi accertati, ma di una stima costruita applicando determinati tassi di mortalità e utilizzo delle trasfusioni alla popolazione mondiale dei Testimoni di Geova. In assenza di dati ufficiali complessivi, il numero reale non è noto. 

Il Corpo Direttivo invita comunque i fedeli a non considerare la scelta come puramente tecnica: “Ognuno di noi dovrebbe continuare a riflettere in preghiera su tutti i fattori implicati prima di prendere una decisione”, afferma il portavoce, sottolineando che la questione resta legata alla coscienza religiosa individuale.

 

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