Stop compiti a casa assegnati alle 20
Valditara prepara la nuova circolare.
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Quello dei compiti a casa è diventato un tema particolarmente divisivo da quando è stato introdotto il registro elettronico. Sempre più genitori, infatti, vorrebbero che i propri figli sappiano chiaramente cosa devono fare una volta usciti da scuola, senza che ricevano sorprese durante il pomeriggio. Sul punto, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è pronto a ribadire la sua posizione con una circolare ad hoc in occasione dell’anno scolastico 2026/2027.
In un’intervista rilasciata al portale Skuola.net, il ministro ha anticipato alcuni contenuti del testo: “Ribadirò che non si possono assegnare i compiti alle 8:00 di sera per la mattina dopo. Devono essere scritti sul diario, sul diario cartaceo”. Una precisazione non casuale quest’ultima: per il ministro Valditara, pur integrando l’intelligenza artificiale, la scuola italiana deve tornare al metodo carta, penna e libro. La convinzione è che la scuola debba rivalutare l’intelligenza umana nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Come già scandito nelle circolari precedenti, il titolare del Mim sottolinea che il registro elettronico non può trasformarsi in un assillo serale. Valditara sprona anche gli insegnanti “a non concentrare le interrogazioni e le verifiche nello stesso giorno. Se tu dai tre verifiche di matematica, italiano e inglese nello stesso giorno, – spiega – è evidente che la preparazione non sarà affrontata con la serenità necessaria per assorbire le nozioni”.
Sulla carta, la Francia adotta una linea proibizionista, che vieta per legge i compiti scritti alla scuola primaria fin dal 1956 per tutelare il tempo libero e contrastare le disuguaglianze sociali. Nella pratica, tuttavia, la norma è spesso disattesa.
Al polo opposto si collocano la Germania e la Spagna, dove il carico dei compiti a casa è storicamente elevato e rimesso alle decisioni dei singoli istituti o dei Länder. Come in Italia, questa situazione alimenta il dibattito pubblico sul benessere psicofisico degli studenti.
Un modello intermedio è rappresentato dai Paesi scandinavi, guidati dalla Finlandia, che riducono al minimo i compiti a casa (spesso limitati a 10-15 minuti al giorno) puntando sulla massima efficienza delle ore di lezione frontale. Questa strategia mira a favorire l’apprendimento collaborativo in classe e a garantire il diritto al riposo, mantenendo al contempo standard d’eccellenza nelle rilevazioni internazionali.
Oltre a ribadire il limite di 30% studenti stranieri per classe con relativa assunzione di mille docenti dedicato a quei ragazzi che “non sanno dire neanche buongiorno e buonasera”, l’ex senatore ha ribadito che sarà ridata centralità allo “studio serio dell’italiano”.
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Un’altra grande novità al vaglio è la licealizzazione degli istituti tecnici e professionali, che, nelle intenzioni del Mim, dovranno essere definiti “licei”.
“Presenterò una proposta in questo senso in un prossimo decreto legge. Credo fermamente che la scuola costituzionale, che mette alla pari tutti i ragazzi, non possa più distinguere tra il liceo e l’istituto. Saranno tutti chiamati licei, non perché si faccia lo stesso tipo di insegnamento, ma perché hanno tutti pari dignità”.
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