Crescono Fratelli d'Italia, Pd e M5S. Vannacci sale ancora
Il rilevamento Swg con le intenzioni di voto per il Tg La7.
Fratelli d’Italia, Pd e M5S crescono. Roberto Vannacci prosegue la corsa e sale ancora. Sono i dati del sondaggio Swg che, per il Tg La7, fotografa le intenzioni di voto in caso di elezioni ieri, 14 settembre 2026. Fratelli d’Italia si conferma ampiamente primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,2% e arriva al 27%. Il Pd della segretaria Elly Schlein cresce dello 0,3% e si attesta al 22,9%. Passo avanti anche per il M5S di Giuseppe Conte, che passa dal 12,5% al 12,6%. Continua a salire Futuro Nazionale: il partito fondato e guidato da Vannacci fa segnare un nuovo +0,2% e ora vale il 7,9%, confermandosi quarta forza dello scacchiere. Aumenta il vantaggio su Forza Italia, che rimane ferma al 6,9%. Scendono Verdi e Sinistra (da 6,8% a 6,7%) e Lega (da 5,7% a 5,5%).
Più staccate Azione di Carlo Calenda (3,1%), Italia viva di Matteo Renzi (2,5%), +Europa (1,3%), Noi Moderati (1%) e Sud chiama Nord (1%).
Percentuali di voto rilevate da SWG per il Tg La7.
Partito | SWG 14/9 | Precedente | Variazione |
Fratelli d’Italia | 27,0% | 26,8% | +0,2 |
PD | 22,9% | 22,6% | +0,3 |
M5S | 12,6% | 12,5% | +0,1 |
Futuro Nazionale | 7,9% | 7,7% | +0,2 |
Forza Italia | 6,9% | 6,9% | = |
Verdi e Sinistra | 6,7% | 6,8% | -0,1 |
Lega | 5,5% | 5,7% | -0,2 |
Azione | 3,1% | n.d. | — |
Italia Viva | 2,5% | n.d. | — |
+Europa | 1,3% | n.d. | — |
Noi Moderati | 1,0% | n.d. | — |
Sud chiama Nord | 1,0% | n.d. | — |
Il dato più importante è che i primi quattro partiti sono tutti in crescita, ma non tutti per la stessa ragione. Fratelli d’Italia resta nettamente al comando con il 27%, consolidando una posizione che continua a lasciare il partito di Giorgia Meloni a distanza considerevole dagli avversari. Il +0,2% conferma una capacità di tenuta che, a questo livello di consenso, vale più di un semplice incremento numerico.
La vera novità, però, è il PD al 22,9%. Il partito di Elly Schlein guadagna tre decimali e riduce ulteriormente la distanza da FdI, oggi pari a 4,1 punti. È un segnale politicamente significativo: il PD appare in questa fase come il principale inseguitore di Meloni, ma il sorpasso resta ancora lontano e soprattutto non risolve il problema decisivo della coalizione.
Anche il M5S sale, seppure soltanto di un decimale, raggiungendo il 12,6%. Giuseppe Conte mantiene quindi una posizione importante nell’area progressista, ma il dato conferma anche la distanza enorme dal PD: 10,3 punti. È proprio qui che si apre il problema del cosiddetto campo largo: le forze che dovrebbero costruire l’alternativa al centrodestra crescono separatamente, ma continuano a non dimostrare di possedere una piattaforma politica comune.
Vannacci continua la sua marcia
Il dato politicamente più aggressivo è però quello di Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci sale al 7,9%, con un altro +0,2%, e consolida il quarto posto nazionale.
Soprattutto, Vannacci porta il vantaggio su Forza Italia a un punto esatto: 7,9 contro 6,9%. E il distacco dalla Lega, che scende al 5,5%, arriva a 2,4 punti.
La dinamica è evidente: Futuro Nazionale non appare più come un fenomeno marginale o episodico. La crescita progressiva lo sta trasformando in un soggetto con il quale il centrodestra dovrà necessariamente fare i conti. Il problema per Meloni non è soltanto quanto vale Vannacci, ma dove pesca i suoi consensi: la crescita di FN mentre la Lega arretra suggerisce una possibile competizione sempre più diretta nell’area della destra.
Il centrodestra
Sommando FdI, FI, Lega, FN e Noi Moderati, le cinque forze raggiungono circa 48,3%.
Ma il numero nasconde una questione politica rilevante. Il centrodestra rimane largamente competitivo, ma la sua composizione sta cambiando. FdI cresce, Vannacci cresce, Forza Italia resta ferma e la Lega arretra.
È soprattutto quest’ultimo elemento a dover preoccupare il Carroccio. La Lega al 5,5% è ormai nettamente dietro Futuro Nazionale. Vannacci non è quindi più soltanto un concorrente esterno: rischia di diventare il nuovo polo di attrazione del voto identitario e sovranista.
Il campo largo: più voti, meno unità
Dall’altra parte, PD, M5S e AVS arrivano complessivamente al 42,2%. Se si aggiungessero anche Azione, Italia Viva e +Europa, l’area arriverebbe molto più avanti, ma proprio qui emerge il problema storico del centrosinistra italiano: la somma aritmetica non equivale automaticamente a una coalizione politica.
Schlein e Conte possono crescere contemporaneamente, ma rimangono distanti su questioni decisive, a partire dalla politica estera e dal sostegno all’Ucraina. E mentre il PD cerca di presentarsi come alternativa di governo, Conte continua a presidiare uno spazio politico autonomo.
Il sondaggio, dunque, racconta una situazione apparentemente favorevole alle opposizioni sul piano numerico ma ancora estremamente complicata sul piano politico: il PD recupera, il M5S tiene, ma il campo largo resta un cantiere pieno di veti e contraddizioni.
La fotografia politica
La graduatoria del 14 settembre consegna quindi quattro messaggi molto chiari:
- Meloni resta saldamente al comando, con FdI al 27%.
- Il PD cresce e arriva al 22,9%, riducendo il distacco ma senza mettere realmente in discussione il primato di FdI.
- Conte tiene il M5S al 12,6%, confermando che senza i pentastellati non esiste una vera alternativa competitiva.
- Vannacci continua a crescere, arrivando al 7,9% e mettendo ormai nel mirino Forza Italia e, soprattutto, la Lega.
Il dato più interessante, in prospettiva, è dunque il doppio movimento: a sinistra crescono PD e M5S senza però avvicinarsi politicamente; a destra cresce Vannacci mentre la Lega arretra. La partita elettorale, più che essere già decisa, sembra avviarsi verso una nuova fase: Meloni conserva il primato, ma gli equilibri interni ai due schieramenti stanno cambiando rapidamente.
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