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Il ruolo essenziale svolto dai farmacisti nelle emergenze.

Garantire l’accesso ai farmaci e la continuità terapeutica anche quando le strutture sanitarie non sono operative

Il ruolo essenziale svolto dai farmacisti nelle emergenze.

A dieci anni dal sisma del Centro Italia, il tema è stato al centro del X Congresso Nazionale dei Farmacisti Volontari, tenutosi a Camerino dal 4 al 6 settembre con la partecipazione di ENPAF.

Intervenendo al Congresso, il Presidente dell’Ente Maurizio Pace ha sottolineato la necessità di integrare l’azione della Protezione Civile con gli strumenti di previdenza, assistenza e welfare destinati ai professionisti colpiti dalle calamità.

In queste situazioni, i farmacisti assicurano la distribuzione di medicinali e dispositivi medici, mantenendo attivi servizi essenziali anche quando le strutture ordinarie sono danneggiate o inaccessibili. Allo stesso tempo, possono subire direttamente le conseguenze dell’emergenza, insieme alle loro attività e alle loro famiglie.

«Una risposta tempestiva sul campo deve poter contare su strumenti strutturali di tutela», ha dichiarato il Presidente Pace. «La Protezione Civile garantisce un supporto logistico e sanitario fondamentale alla popolazione; ENPAF sostiene i farmacisti e le loro famiglie attraverso la previdenza, l’assistenza e il welfare. Sono funzioni diverse ma complementari, unite dall’obiettivo di non lasciare sole le persone nei momenti di maggiore fragilità».

A dimostrazione di questo impegno, l’Ente ha stanziato dal 2016 ad oggi oltre 1,4 milioni di euro per i farmacisti colpiti da calamità naturali, a cui si sommano i 4,2 milioni di euro erogati per l’emergenza pandemica (2020-2022).

Dieci anni dopo il terremoto del Centro Italia: «Proteggere chi assiste la popolazione è parte della risposta alle calamità»

Garantire l’accesso ai farmaci e la continuità terapeutica anche quando le strutture sanitarie non sono operative: è il ruolo essenziale svolto dai farmacisti nelle emergenze. A dieci anni dal sisma del Centro Italia, il tema è stato al centro del X Congresso Nazionale dei Farmacisti Volontari, tenutosi a Camerino dal 4 al 6 settembre con la partecipazione di Enpaf.

Intervenendo al Congresso, il Presidente dell’Ente Maurizio Pace ha sottolineato la necessità di integrare l’azione della Protezione Civile con gli strumenti di previdenza, assistenza e welfare destinati ai professionisti colpiti dalle calamità.

In queste situazioni, i farmacisti assicurano la distribuzione di medicinali e dispositivi medici, mantenendo attivi servizi essenziali anche quando le strutture ordinarie sono danneggiate o inaccessibili. Allo stesso tempo, possono subire direttamente le conseguenze dell’emergenza, insieme alle loro attività e alle loro famiglie.

«Una risposta tempestiva sul campo deve poter contare su strumenti strutturali di tutela», ha dichiarato Pace. «La Protezione Civile garantisce un supporto logistico e sanitario fondamentale alla popolazione; Enpaf sostiene i farmacisti e le loro famiglie attraverso la previdenza, l’assistenza e il welfare. Sono funzioni diverse ma complementari, unite dall’obiettivo di non lasciare sole le persone nei momenti di maggiore fragilità».

Enpaf interviene con contributi straordinari destinati a fronteggiare i danni subiti nell’attività professionale e le conseguenze personali e familiari degli eventi calamitosi. Dal 2016 a oggi, l’Ente ha erogato complessivamente 1.448.500 euro, a partire dal terremoto del Centro Italia. Durante la pandemia, tra il 2020 e il 2022, ha inoltre destinato 4.257.900 euro ai farmacisti e ai loro familiari.

«Quando una calamità colpisce un territorio, i danni riguardano anche persone, attività e famiglie, mettendo a rischio la capacità della comunità di garantire servizi essenziali», ha aggiunto Pace. «Per questo Enpaf deve essere presente durante l’emergenza, ma anche prima e dopo, costruendo condizioni di protezione per i farmacisti e le loro famiglie».

A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il Congresso di Camerino rappresenta così non soltanto un momento per ricordare le esperienze vissute, ma soprattutto un’occasione per guardare alle emergenze con una consapevolezza diversa: la risposta efficace nasce dalla capacità di mettere in rete competenze, organizzazione e protezione, per la popolazione e per chi è chiamato ogni giorno a prendersene cura.

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