Solo i numeri dicono la verità
Pubblico tre tabelle relative alle Casse previdenziali del 509 e 103 e dell’Inps, riguardanti le spese di funzionamento.
In evidenza
Le prime due tratte dal XIII Rapporto di Itinerari previdenziali e la terza dalla delibera del Consiglio di vigilanza INPS n. 12 del 15.06.2026.

(Fonte: Il bilancio del sistema previdenziale italiano, Rapporto n. 13, anno 2026, a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali)

(Fonte: INPS, deliberazione n. 12, Rendiconto generale dell’INPS per l’anno 2015, pag. 18)
Dal XV Rapporto Adepp sulla previdenza privata del 17.12.2025 si certifica che le Casse di previdenza hanno:
– 1,66 milioni di iscritti attivi,
– 13,9 miliardi entrate contributive
– 9,5 miliardi di uscite per prestazioni
– 520.000 numero di pensioni erogate
– 125 miliardi di patrimonio
– 200 milioni di prestazioni per welfare integrato.
L’INPS ha:
– 24.480.117 assicurati,
– 294.194 milioni di entrate contributive,
– 451.235 milioni di uscite per prestazioni.
Confrontando le tabelle si evince che le spese di funzionamento dell’INPS nel 2025 sono state pari a 2.650 milioni di euro che divise per 24.480.117 da un costo per assicurato di 108,25.
Le spese di funzionamento delle Casse del 509 e 103 sono pari a 2.941,7 milioni di euro che diviso per 1,66 milioni di iscritti da un costo per assicurato di 1.772,11
Se si prendono le spese di funzionamento della seconda parte delle tabelle il totale è di 775,35 milioni che diviso 1,66 milioni di iscritti da un costo di 467,08.
La conclusione è solo una: le spese di funzionamento dell’INPS sono largamente inferiori alle spese di funzionamento delle Casse di previdenza.
La maggiore incidenza delle spese di funzionamento per le Casse di previdenza significa, semplicemente, sottrarre risorse economiche sui montanti individuali e quindi impoverire le pensioni.
Il rientro in INPS comporterebbe un risparmio sulle spese di funzionamento non indifferente.
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