Confcommercio Professioni boccia le intese Governo-Regioni
Per l'associazione violano la Costituzione e mettono a rischio l'unità del mercato professionale.
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Le intese preliminari tra Governo e Regioni sull’attuazione dell’autonomia differenziata finiscono nel mirino di Confcommercio Professioni, che ne contesta la legittimità costituzionale e mette in guardia dalle possibili conseguenze per il sistema delle professioni. L’associazione, che aveva depositato una memoria nel corso dell’esame parlamentare al Senato, sostiene che gli schemi predisposti dall’esecutivo rischiano di compromettere l’unità dell’ordinamento, introducendo una frammentazione incompatibile con i principi fissati dalla Carta.
Secondo Confcommercio Professioni, le bozze di intesa attribuirebbero alle Regioni competenze che incidono su materie riservate allo Stato, in particolare sulla disciplina delle professioni. Una prospettiva che, se confermata, potrebbe determinare regole differenti da territorio a territorio, creando disparità tra i professionisti e alterando il funzionamento del mercato nazionale.
Nella memoria presentata a Palazzo Madama, l’associazione richiama l’articolo 117 della Costituzione e la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, secondo cui spetta allo Stato definire i principi fondamentali dell’ordinamento professionale, garantendo uniformità nell’accesso, nell’esercizio delle attività e nella tutela della concorrenza.
Per Confcommercio Professioni, il rischio è quello di aprire la strada a una “regionalizzazione” delle professioni, con effetti negativi sia per gli operatori sia per cittadini e imprese, che potrebbero trovarsi di fronte a discipline diverse a seconda del territorio. Un quadro che, oltre a generare incertezza giuridica, finirebbe per aumentare gli oneri amministrativi e ridurre la mobilità dei professionisti.
L’associazione chiede quindi che il percorso di attuazione dell’autonomia differenziata rispetti rigorosamente i limiti costituzionali e preservi l’unità del sistema professionale italiano, considerata un elemento essenziale per garantire parità di trattamento, certezza delle regole e piena competitività del Paese.
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