Anno: XXVIII - Numero 104    
Giovedì 28 Maggio 2026 ore 13:00
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Gli ultimi dati: chi sale e chi scende.

Fdi primo partito, in calo Pd e M5S, cresce Vannacci Nell'ultimo sondaggio Only Numbers per 'Porta a Porta' il partito della premier resta saldo al 29 per cento. Con Stabilicum centrodestra avanti nei seggi in Camera e Senato.

Gli ultimi dati: chi sale e chi scende.

La tornata amministrativa appena chiusa non stravolge il quadro politico nelle intenzioni di voto degli italiani. Il centrodestra resta in lieve risalita con le opposizioni più o meno ferme. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo sondaggio Only Numbers di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta.

Fratelli d’Italia resta il primo partito e guadagna lo 0,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 14 maggio toccando così quota 29%, seguito dal Pd al 22,6 % che cede lo 0,2%. Solo terzo il Movimento 5 stelle che si attesta all’11,1% registrando un calo dello 0,8%.

Nel perimetro dell’alleanza di governo cresce lievemente Forza Italia all’8,5% che resta davanti alla Lega ferma al 7,5% (-0,5%). Continua il momento positivo anche per Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci è al 4,3% in crescita dello 0,6%. Tra i partiti del cosiddetto campo largo resta stabile Alleanza Verdi e Sinistra al 6,5%.

Nell’area centrista si registra la crescita di Azione al 3,3% e il movimento in avanti di Italia Viva al 2,6%. Per le compagini minori, +Europa raccoglie l’1,3% dei consensi e cede lo 0,2% mentre Noi Moderati è all’1,1 %(+0,1%).

Sul piano delle coalizioni, se si votasse oggi il centrodestra raccoglierebbe il 46,1% (+0,2), senza il contributo di Futuro Nazionale, mentre il cosiddetto campo largo — senza Azione di Carlo Calenda — si fermerebbe al 44,1% (-1%). Stabile, ma ancora decisivo, il “partito” degli astenuti e indecisi al 44,1%, in lieve calo di un punto rispetto alla rilevazione precedente.

Con l’attuale sistema, il Rosatellum, la coalizione di governo otterrebbe 197 seggi alla Camera contro i 179 del campo largo e 97 seggi al Senato contro i 94 dell’opposizione: un equilibrio sufficiente a mantenere il controllo dell’emiciclo. Nel dettaglio, a Montecitorio, Fratelli d’Italia otterrebbe 74 seggi, Forza Italia 22 e la Lega 21, cui si aggiungerebbero 80 seggi uninominali di coalizione. Dentro il perimetro del centrodestra, Futuro Nazionale di Vannacci, in corsa autonoma, si fermerebbe a 11 seggi.

Nel campo largo, il Pd arriverebbe a 66 seggi, il Movimento 5 Stelle a 31 e Avs a 18, con ulteriori 64 seggi uninominali di coalizione. Fuori dall’alleanza, Azione di Carlo Calenda si attesterebbe a 8 seggi.

Al Senato, con lo stesso schema garantito dal Rosatellum, Fratelli d’Italia salirebbe a 39 seggi, Forza Italia a 12 e la Lega a 8, cui si sommerebbero 38 seggi uninominali. La lista Vannacci-Futuro Nazionale si fermerebbe a 3 seggi. Nel campo largo, il Pd avrebbe 34 seggi, il M5s 18 e Avs 8, con altri 34 seggi uninominali. Azione, in autonomia, otterrebbe 3 seggi.

Più netto lo scarto con l’approvazione della riforma del voto sostenuta dal governo, il cosiddetto “Stabilicum”.  In questo caso, il centrodestra, senza Vannacci, salirebbe a 223 seggi alla Camera contro i 151 dell’opposizione, senza il sostegno di Azione, con un vantaggio analogo anche al Senato dove la coalizione di governo potrebbe contare su 111 seggi (+2 Trentino Alto Adige, 1 Valle D’Aosta) rispetto ai 74 del campo largo.

Con la nuova legge elettorale i singoli schieramenti avrebbero la seguente ripartizione. Alla Camera, Fratelli d’Italia otterrebbe 137 seggi, Forza Italia  40, la Lega 38 e Noi Moderati 5 mentre la lista Futuro Nazionale, in corsa autonoma, si fermerebbe a 12. Nel campo largo, il Pd otterrebbe 80 seggi, il Movimento 5 Stelle 39, Avs 22 e Italia Viva 9 come Azione in posizione separata.

Al Senato, il partito di Meloni salirebbe a 68 seggi, Forza Italia a 20, la Lega a 17 e Noi Moderati a 3, con Futuro Nazionale fermo a 3 seggi. Sul fronte opposto, il Pd avrebbe 39 seggi, il M5s 18, Avs 11 e Italia Viva 4, mentre Azione, sempre da sola, si fermerebbe a 5 seggi.

Intenzioni di voto (sondaggio Only Numbers per Porta a Porta)

Partito / Area

% attuale

Variazione

Fratelli d’Italia

29,0%

+0,5

Partito Democratico

22,6%

-0,2

Movimento 5 Stelle

11,1%

-0,8

Forza Italia

8,5%

+0,1

Lega

7,5%

-0,5

Alleanza Verdi e Sinistra

6,5%

=

Futuro Nazionale

4,3%

+0,6

Azione

3,3%

+0,3

Italia Viva

2,6%

+0,2

+Europa

1,3%

-0,2

Noi Moderati

1,1%

+0,1

Coalizioni

Coalizione

% attuale

Variazione

Centrodestra (senza Futuro Nazionale)

46,1%

+0,2

Campo largo (senza Azione)

44,1%

-1,0

Astenuti / indecisi

44,1%

-1,0

Simulazione seggi con Rosatellum

Camera dei Deputati

Schieramento / Partito

Seggi

Centrodestra

197

Campo largo

179

Fratelli d’Italia

74

Forza Italia

22

Lega

21

Uninominali centrodestra

80

Futuro Nazionale

11

Partito Democratico

66

Movimento 5 Stelle

31

Alleanza Verdi e Sinistra

18

Uninominali campo largo

64

Azione

8

Senato

Schieramento / Partito

Seggi

Centrodestra

97

Campo largo

94

Fratelli d’Italia

39

Forza Italia

12

Lega

8

Uninominali centrodestra

38

Futuro Nazionale

3

Partito Democratico

34

Movimento 5 Stelle

18

Alleanza Verdi e Sinistra

8

Uninominali campo largo

34

Azione

3

Simulazione seggi con “Stabilicum”

Camera dei Deputati

Partito / Coalizione

Seggi

Centrodestra

223

Campo largo

151

Fratelli d’Italia

137

Forza Italia

40

Lega

38

Noi Moderati

5

Futuro Nazionale

12

Partito Democratico

80

Movimento 5 Stelle

39

Alleanza Verdi e Sinistra

22

Italia Viva

9

Azione

9

Senato

Partito / Coalizione

Seggi

Centrodestra

111 (+2 Trentino-Alto Adige, +1 Valle d’Aosta)

Campo largo

74

Fratelli d’Italia

68

Forza Italia

20

Lega

17

Noi Moderati

3

Futuro Nazionale

3

Partito Democratico

39

Movimento 5 Stelle

18

Alleanza Verdi e Sinistra

11

Italia Viva

4

Azione

5

Analisi politica

  1. Centrodestra ancora avanti

Il dato principale è la tenuta della coalizione guidata da Giorgia Meloni. Nonostante le amministrative non abbiano prodotto uno “sfondamento”, il centrodestra consolida il vantaggio grazie soprattutto alla crescita di FdI.

Il 29% di FdI:

  • conferma il partito come perno del sistema politico;
  • compensa il calo della Lega;
  • mantiene stabile l’equilibrio interno della coalizione.
  1. Il Pd tiene, ma non recupera

Il Partito Democratico rimane sopra il 22%, ma non riesce a trasformare le vittorie locali in una crescita nazionale significativa. Il lieve calo suggerisce che:

  • il partito mantiene il proprio elettorato;
  • fatica però ad allargare il consenso moderato;
  • non riduce realmente il distacco da FdI.
  1. M5S in difficoltà

Il dato più negativo riguarda il Movimento 5 Stelle:

  • perde quasi un punto;
  • resta distante dal Pd;
  • rischia di pesare meno negli equilibri del campo largo.

La flessione rende più complicata una strategia competitiva delle opposizioni nei collegi uninominali.

  1. Crescita dell’area centrista e di Vannacci

La crescita di:

  • Azione,
  • Italia Viva,
  • Futuro Nazionale

mostra una frammentazione crescente.

Il dato di Futuro Nazionale (4,3%) è politicamente rilevante:

  • sottrae voti soprattutto all’area sovranista;
  • ma non indebolisce abbastanza il centrodestra da metterne a rischio la maggioranza;
  • potrebbe diventare decisivo in caso di future alleanze.
  1. Effetto Rosatellum

Con il Rosatellum:

  • il centrodestra mantiene la maggioranza;
  • ma con margini relativamente contenuti;
  • il peso dei collegi uninominali resta decisivo.

Il campo largo resta competitivo, soprattutto al Senato, dove il divario sarebbe minimo (97 a 94).

  1. Effetto “Stabilicum”

Il cosiddetto “Stabilicum” amplifica invece il vantaggio della coalizione vincente:

  • il centrodestra trasformerebbe un vantaggio limitato nei voti in una maggioranza molto ampia di seggi;
  • il sistema favorirebbe fortemente le coalizioni unite;
  • penalizzerebbe le forze autonome e frammentate.

In pratica:

  • con il Rosatellum il confronto resta aperto;
  • con lo Stabilicum il centrodestra avrebbe una maggioranza molto più solida e difficilmente contendibile.
  1. Il vero primo “partito”: astensione e indecisi

Il dato più impressionante resta il 44,1% tra astenuti e indecisi:

  • quasi quanto i due poli principali;
  • segnale di forte volatilità elettorale;
  • enorme bacino ancora contendibile.

Questo significa che il quadro politico appare stabile oggi, ma potrebbe cambiare rapidamente in presenza di crisi economiche, leadership nuove o campagne elettorali molto polarizzate.

 

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