Il blocco dei pagamenti della Pa ai professionisti colpisce i più deboli
Greco: “Si tratta di una norma palesemente incostituzionale perché viola il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, colpendo esclusivamente i professionisti rispetto a qualunque altra categoria di lavoratori”.
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Lo ha detto Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, intervenendo a Il Confronto su Rai 2, ospite di Monica Setta, in merito al blocco dei pagamenti della PA ai professionisti che dal 15 giugno 2026 sarà esteso anche ai debiti inferiori alla soglia di 5 mila euro.
“Un avvocato che vanta un credito nei confronti dello Stato – ha spiegato Greco – può vedersi bloccare i pagamenti anche per un debito minimo, come una multa per divieto di sosta, mentre ciò non accade per altre categorie. In passato la norma riguardava anche altri soggetti, come gli imprenditori, ma solo per debiti superiori a 5mila euro; per i professionisti, invece, questo limite è stato eliminato”.
“L’aspetto più grave – ha concluso il presidente del Cnf – è che a essere penalizzati saranno soprattutto gli avvocati che si occupano del patrocinio a spese dello Stato, ossia coloro che assistono le fasce più deboli: donne vittime di violenza senza reddito, cittadini non abbienti, imputati nelle difese d’ufficio, immigrati. Se i compensi vengono bloccati, questi professionisti, che oggi subiscono il ritardo di anni prima di essere pagati dallo Stato, non potranno continuare a sostenere economicamente tali difese, con il rischio concreto di compromettere il diritto di accesso alla giustizia proprio per i cittadini più fragili”.
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