SCONTRO SULLA RIFORMA FORENSE.
ProfessionItaliane e Anc denunciano il rischio di un monopolio delle consulenze legali.
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ProfessionItaliane – l’organismo a cui aderiscono gli Ordini di attuari, agrotecnici, architetti, geologi, geometri, ingegneri, notai, assistenti sociali, consulenti del lavoro, psicologi, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, dottori agronomi e forestali, consulenti in proprietà industriale, giornalisti, tecnologi alimentari, chimici e fisici, biologi, ostetriche, professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione e veterinari esprime vivo rammarico e profonda amarezza per l’esito dei lavori svoltisi nei giorni scorsi presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del Ddl Ordinamento Forense (AC 2629).
L’emendamento ritirato serviva a limitare la riserva della consulenza legale agli avvocati prevista dal ddl 2629, chiarendo che altre professioni possono continuare a svolgere consulenza tecnica e stragiudiziale nei propri ambiti.
In particolare, gli emendamenti della maggioranza servivano a evitare un monopolio sulla consulenza legale.
Il loro ritiro lascia il testo senza questa clausola di tutela, da qui la protesta di ProfessionItaliane.
Gli emendamenti della maggioranza erano stati concepiti con l’obiettivo fondamentale di tutelare il legittimo ambito di attività di centinaia di migliaia di professionisti iscritti agli Ordini che, con competenza e specializzazione, operano quotidianamente nell’ambito della consulenza tecnica e stragiudiziale. Senza i correttivi opportuni, l’attuale formulazione del testo rischia di creare indebite sovrapposizioni assegnando la consulenza agli avvocati, penalizzando di conseguenza il valore delle competenze multidisciplinari che caratterizzano le altre professioni ordinistiche. La concentrazione delle competenze consulenziali legali nella sola professione forense rischia di determinare effetti distorsivi sul mercato, riducendo la concorrenza e penalizzando cittadini e imprese, nonché di esporre l’Italia a possibili procedure di infrazione dell’Unione europea.
ProfessionItaliane continuerà a monitorare l’iter legislativo, auspicando da parte dei partiti di maggioranza, che sostengono il Governo Meloni, una revisione del testo di riforma affinché il nuovo ordinamento forense non si trasformi in uno strumento di esclusione per le altre eccellenze del mondo ordinistico.
Proteste anche da parte dei commercialisti: “Il ritiro, degli emendamenti al Ddl di riforma dell’Ordinamento Forense ci lascia sgomenti – dice Marco Chuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti. “Così come sgomenti ci lascia – aggiunge – il silenzio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che, di fronte all’esclusiva attribuita agli Avvocati in materia di consulenza legale, non ha ritenuto di tutelare le competenze che i Commercialisti legittimamente svolgono da sempre. Riservare in esclusiva la consulenza agli Avvocati – continua Chuchel – significa incidere profondamente sulle attività, sulla professionalità e sui redditi dei Commercialisti. Se la norma, così come prevista nel ddl dovesse essere approvata dal Parlamento, i Commercialisti si troverebbero esclusi dal mercato della consulenza con l’effetto di non poter più assistere in maniera completa i propri clienti in molti ambiti, che sarebbero costretti a rivolgersi agli Avvocati. Perché il Consiglio Nazionale – si chiese Chuchel non ha ritenuto di esprimere la propria contrarietà ad una norma che penalizza fortemente gli iscritti? “
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