Referendum sulla giustizia, a Trieste a confronto le ragioni del sì e del no
Aula Magna dell'Università gremita di studenti per assistere al dibattito.
Cresce a Trieste l’interesse per la riforma in materia di giustizia che sarà oggetto del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Oltre 500 persone hanno affollato l’aula magna dell’ateneo del capoluogo per assistere all’incontro dibattito sulle ragioni del sì e del no moderato dal presidente di Assostampa Carlo Muscatello. A confrontarsi sulle rispettive posizioni, per il no il comitato regionale Giustodireno, per il sì Alberto Del Noce, presidente dell’Unione nazionale della Camere Civili, e il professore emerito di procedura penale alla Sapienza di Roma e già componente del Consiglio superiore della magistratura, Giorgio Spangher, presidente del Comitato per il Sì Pannella Sciascia Tortora:
“Io vorrei che il Pm fosse lontano dal giudice come lo è il difensore dell’imputato, vorrei che ci fosse una giustizia penale nella quale non ci sono le correnti e non c’è il controllo del potere politico, vorrei una giustizia disciplinare nella quale non operano nuovamente le correnti e che sia una giurisprudenza disciplinare non condizionata, non domestica, io vorrei che un cittadino quando entra in un’aula di giustizia si senta di trovarsi davanti a se un giudice terzo, indipendente, imparziale”
Il comitato GiustoDireNo Fvg era invece rappresentato dall’ex procuratore capo del Tribunale di Trieste, Antonio De Nicolo, e dall’avvocato Giovanni Borgna:
“Da avvocato io sono molto perplesso di questa riforma perchè mi sembra di rappresentare una illusione ottica cioè da una parte si sbandiera questa assoluta necessita della revisione delle carriere mentre si poteva ottenerla con una semplice legge ordinaria che dividesse definitivamente le funzioni come previsto dalla costituzione, è un problema quasi irrisorio che non riguarda quasi nessuno e un costo notevole, inoltre si introduce questo tema del sorteggio, un sorteggio zoppo perchè favorisce la parte politica rispetto alla parte tecnica, alla magistratura che crea un precedente pericolosissimo in organo importante come il CSM che decide in tema di politica della giurisdizione”
TgR
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