Anno: XXVIII - Numero 42    
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AVVOCATI, ADDIO ESAME FACILITATO

Con le nuove regole il ritorno delle quattro prove.

AVVOCATI, ADDIO ESAME FACILITATO

Il decreto Milleproroghe non ha confermato le modalità straordinarie di svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato, che erano state introdotte nel 2020, con la pandemia Covid, e poi prorogate fino al 2025. Questa modalità prevedeva due prove, una scritta e una orale.

Cosa cambia

In assenza della proroga si potrebbe tornare alle modalità previste dalla legge 247 del 2012, vale a dire tre prove scritte e una orale. Le tre prove scritte sono:

  • la redazione di un parere motivato su una delle due questioni proposte in materia civilistica;
  • la redazione di un parere motivato su una delle due questioni proposte in materia penale;
  • la redazione di un atto giudiziario in una materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo. La prova dovrà dimostrare le conoscenze del candidato sia in diritto sostanziale che processuale.

Un’altra ipotesi, secondo il Sole 24 Ore, è che la nuova modalità sia quella stabilita nel disegno di legge delega in discussione in Parlamento con un’articolazione in due prove scritte e una orale.

La protesta dell’Associazione italiana giovani avvocati

L’Associazione italiana giovani avvocati definisce «irragionevole» il ritorno alle regole previste dalla legge 247 del 2012 che ritiene superate e non coerenti con il percorso di riforma che l’Avvocatura istituzionale sta portando avanti. 

Aiga nelle scorse settimane ha criticato duramente la mancata proroga delle modalità di svolgimento dell’esame in vigore fino al 2025, evidenziando che i giovani praticanti si trovano di nuovo nell’incertezza. «La decisione di non prorogare le modalità con cui si è svolto negli ultimi anni l’esame di Stato determina l’ennesimo stravolgimento del percorso di accesso alla professione, caratterizzato dall’ormai consueta incertezza sulle modalità operative della prossima prova, che rischia solo di danneggiare la professione ed i più giovani che auspicano di accedervi», ha dichiarato l’associazione in una nota. 

Aiga chiede un intervento normativo «che restituisca chiarezza e rispetto per i principi di affidamento e che individui in maniera certa e tempestiva le modalità con cui i praticanti avvocati dovranno affrontare il prossimo esame d’accesso alla professione».

 

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