Anno: XXVIII - Numero 36    
Giovedì 19 Febbraio 2026 ore 14:00
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Legge elettorale, equilibrio cercasi

Premio al 40%, soglia 3%, preferenze divisive: maggioranza verso riforma tra governabilità, leadership e timori di nuovi spoiler.

Legge elettorale, equilibrio cercasi

Sulla legge elettorale la maggioranza si muove in silenzio, ma il silenzio non significa neutralità. Significa calcolo. L’ipotesi di un proporzionale con premio di maggioranza al 40% e sbarramento al 3% punta a un obiettivo chiaro: garantire governabilità senza esporsi all’accusa di forzature plebiscitarie.

Il possibile superamento del Rosatellum non è solo una questione tecnica. È una scelta politica che risponde a un’esigenza concreta: ridurre i rischi nei collegi e blindare la coalizione da dispersioni che, in passato, sono costate care. Il fantasma del 1996 e degli effetti collaterali del Mattarellum aleggia ancora nei ragionamenti degli sherpa.

Il vero nodo, però, non è il premio né la soglia. È il potere interno ai partiti. Le preferenze, fortemente volute da Fratelli d’Italia e spinte da Giorgia Meloni, cambiano gli equilibri tra vertici e territori. Aprono competizioni, redistribuiscono consenso, indeboliscono le segreterie. Non è una questione romantica di “più democrazia”, ma di controllo delle candidature.

Quanto al nome del premier in scheda, l’altolà di Forza Italia e Lega segnala che la coalizione resta plurale. La soluzione intermedia – indicazione nel programma depositato – è un compromesso che salva la leadership senza trasformare il voto in un referendum personale.

Infine, l’ipotesi di blindare la riforma con la fiducia sarebbe un messaggio potente: la maggioranza fa sul serio e non intende esporsi a imboscate. Ma sarebbe anche una scelta divisiva, perché le regole del gioco, per definizione, dovrebbero nascere dal consenso più ampio possibile.

La verità è che ogni legge elettorale è uno specchio del tempo politico. Questa non fa eccezione: più che cercare il sistema perfetto, la maggioranza sta cercando il sistema più sicuro. Resta da capire se sarà anche il più giusto.

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