I fabbricanti di paura
Le Camere Penali Calabresi contro il "Suprematismo etico" di Gratteri.
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Il Coordinamento delle Camere Penali Calabresi, organismo aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, ha diffuso un documento dai toni sferzanti intitolato “I Fabbricanti di Paura”. Al centro della durissima critica c’è la figura del magistrato Nicola Gratteri, accusato di utilizzare la propria posizione istituzionale per condizionare il dibattito democratico relativo alla riforma della giustizia e al voto referendario.
Gli avvocati penalisti denunciano una narrazione manichea e autoritaria, sostenendo che i sostenitori del magistrato agiscano secondo una logica di cieca obbedienza, senza necessità di approfondire i contenuti tecnici della riforma. Il documento evidenzia preoccupazioni profonde su diversi fronti:
- L’attacco ai dissidenti: Viene citato l’episodio di un oppositore della riforma che ha rivolto insulti a un magistrato di Palmi, reo di simpatizzare per il “Sì”, solo perché Gratteri sponsorizzava apertamente la fazione opposta.
- L’uso del ruolo pubblico: Si accusa il Procuratore di esibire un “ipocrita suprematismo etico” e di assumere un profilo da “arruffapopoli” per preservare un assetto di potere castale.
- La visione della giustizia: Secondo i penalisti, Gratteri promuoverebbe una cultura autoritaria che tratta i cittadini come “colpevoli in attesa di prova”, approfittando di un sistema inquisitorio basato sulle carriere uniche.
Il Coordinamento punta il dito anche contro l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), colpevoli di restare in silenzio di fronte alla delegittimazione di milioni di cittadini e di quei magistrati — giudici costituzionali o di merito — che sostengono la riforma. Questo silenzio è interpretato come il segno di un declino della categoria, che si aggrapperebbe a un “testimonial rancoroso” per risalire la china.
La compattezza dell’Avvocatura: i firmatari
La presa di posizione non è l’iniziativa di un singolo, ma rappresenta la voce corale e compatta di tutta l’avvocatura penalista della regione. Il documento è stato infatti sottoscritto dai vertici delle principali Camere Penali del territorio calabrese, a partire dall’Avv. Giuseppe Milicia, Presidente della Camera Penale “V. Silipigni” di Palmi e responsabile del Coordinamento regionale.
A sostenere con forza il manifesto sono i presidenti delle sezioni del nord della regione, come l’Avv. Michele Donadio (Castrovillari, “E. Donadio”) e l’Avv. Roberto Le Pera (Cosenza, “Avvocato Fausto Gullo”), insieme all’Avv. Giovanni Zagarese della Camera Penale di Rossano.
Il fronte si estende all’area centrale con le firme dell’Avv. Francesco Iacopino (Catanzaro, “A. Cantàfora”), dell’Avv. Renzo Andricciola (Lamezia Terme, “Avv. Felice Manfredi”) e dell’Avv. Giuseppe Bruno (Paola, “E. Lo Giudice”). Rappresentano lo ionio e il vibonese l’Avv. Romualdo Truncè (Crotone, “G. Scola”) e l’Avv. Giuseppe Bagnato (Vibo Valentia, “F. Casuscelli”). Infine, il sud della Calabria è rappresentato dall’Avv. Antonio Alvaro per la Camera Penale “G. Simonetti” di Locri e dall’Avv. Francesco Siclari per la “G. Sardiello” di Reggio Calabria.
Questa unione d’intenti riafferma una battaglia storica per un giudice terzo e una separazione delle carriere che, secondo i firmatari, è necessaria fin da quando “Gratteri aveva i calzoni corti”.
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