Mastella invoca il centralismo democratico per il No.
E chiede al Pd di eliminare la libertà di coscienza.
In evidenza
Ci siamo giocati anche Clemente Mastella. Folgorato sulla via di Damasco, l’ex guardasigilli – vittima insieme alla moglie di un’inchiesta quantomeno sospetta che portò alla caduta del governo Prodi – è diventato una grande elettore del No alla riforma delle carriere separate. Non solo, Mastella – figlio della prima Repubblica – invita il Pd a sacrificare le sfumature (che tradotto vuol dire liberarsi dei dissidenti pro-Sì), fare quadrato e “sequestrare” la libertà di coscienza. “Il referendum sulla giustizia per i contorni che ha assunto – spiega Matella – richiede di sacrificare le sfumature, perché quando una consultazione popolare assume contorni di tale carattere identitario, politico e mette in gioco i destini politici del Paese, l’appuntamento assume i contorni dell’ordalia e occorre la maturità politica della mobilitazione autentica che in questo caso è per il No”.
Poi un breve accenno ai tempi in cui aveva un’idea di giustizia un tantino diversa: “Nessuno nega la complessità delle questioni, che da Guardasigilli ho toccato con mano, ma esistono i momenti in cui la possibilità, legittima invero, della libertà di coscienza deve cedere il passo ad un orizzonte politico di livello superiore. La Democrazia cristiana aveva una complessità culturale e una pluralità di tonalità culturali di gran lunga superiori al Pd attuale, ma quando era in gioco da un canto la matrice identitaria e dall’altro la direttrice politica complessiva del Paese, s’imponeva la disciplina di partito. Questo. è il caso. Al netto delle ragioni culturali, giuridiche ed etiche che ho spiegato e che mi hanno orientato da tempo sul No, Pd e centrosinistra apprendano la lezione della Dc”, conclude l’ex ministro della giustizia.
Il Dubbio
Altre Notizie della sezione
REFERENDUM GIUSTIZIA Il sondaggio Swg conferma il testa a testa.
17 Febbraio 2026Il No recupera voti dagli indecisi I dati dell'istituto diffusi sul TgLa7 rafforzano la previsione che la consultazione potrebbe decidersi all'ultimo voto. Partecipazione stimata intorno alla metà degli aventi diritto
Correnti Anm pigliatutto: vogliono il potere ma restano “segrete”
17 Febbraio 2026Il sindacato delle toghe e le sue “costole” controllano le carriere dei magistrati, pretendono di essere un contropotere ma tengono nascosti gli elenchi dei loro iscritti. La riservatezza “vale meno” solo per i politici?...
Il Pm e il professore: perché la riforma spaventa i padroni delle procure
17 Febbraio 2026Dal ruolo del Csm alla separazione tra m e giudici, visioni opposte sul futuro dell’ordinamento e sull’equilibrio dei poteri.
