Mastella invoca il centralismo democratico per il No.
E chiede al Pd di eliminare la libertà di coscienza.
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Ci siamo giocati anche Clemente Mastella. Folgorato sulla via di Damasco, l’ex guardasigilli – vittima insieme alla moglie di un’inchiesta quantomeno sospetta che portò alla caduta del governo Prodi – è diventato una grande elettore del No alla riforma delle carriere separate. Non solo, Mastella – figlio della prima Repubblica – invita il Pd a sacrificare le sfumature (che tradotto vuol dire liberarsi dei dissidenti pro-Sì), fare quadrato e “sequestrare” la libertà di coscienza. “Il referendum sulla giustizia per i contorni che ha assunto – spiega Matella – richiede di sacrificare le sfumature, perché quando una consultazione popolare assume contorni di tale carattere identitario, politico e mette in gioco i destini politici del Paese, l’appuntamento assume i contorni dell’ordalia e occorre la maturità politica della mobilitazione autentica che in questo caso è per il No”.
Poi un breve accenno ai tempi in cui aveva un’idea di giustizia un tantino diversa: “Nessuno nega la complessità delle questioni, che da Guardasigilli ho toccato con mano, ma esistono i momenti in cui la possibilità, legittima invero, della libertà di coscienza deve cedere il passo ad un orizzonte politico di livello superiore. La Democrazia cristiana aveva una complessità culturale e una pluralità di tonalità culturali di gran lunga superiori al Pd attuale, ma quando era in gioco da un canto la matrice identitaria e dall’altro la direttrice politica complessiva del Paese, s’imponeva la disciplina di partito. Questo. è il caso. Al netto delle ragioni culturali, giuridiche ed etiche che ho spiegato e che mi hanno orientato da tempo sul No, Pd e centrosinistra apprendano la lezione della Dc”, conclude l’ex ministro della giustizia.
Il Dubbio
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