Giustizia piegata, accuse gravi incendiano lo scontro politico nazionale attuale
Gratteri usa parole divisive delegittimano elettori, avvelenano confronto democratico, distruggono rispetto istituzionale, alimentano sospetti, erodono fiducia pubblica e coesione civile nazionale profonda.
Quando chi ricopre ruoli istituzionali arriva a etichettare intere categorie di cittadini sulla base del voto, si supera una linea pericolosa. La giustizia deve essere baluardo di equilibrio, imparzialità e rispetto delle libertà democratiche, non terreno di scontro ideologico né strumento per delegittimare chi esprime un’opinione diversa. Alimentare la contrapposizione tra “buoni” e “cattivi” non rafforza la legalità, ma indebolisce la fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni. In una democrazia matura il confronto deve avvenire sui contenuti, sulle idee e sulle riforme, senza demonizzare milioni di cittadini. Il voto è un diritto, non un marchio morale. Difendere questo principio significa difendere la democrazia stessa.
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