Decreto sicurezza: fermo preventivo e restrizioni per persone pericolose
La Bozza di legge prevede Daspo, controlli su coltelli, fermi fino a 12 ore, sanzioni e critiche dall’opposizione.
In evidenza
Il nuovo decreto sicurezza, attualmente all’esame del Consiglio dei Ministri, introduce una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza urbana e il controllo delle manifestazioni pubbliche. Tra le principali novità figurano il fermo preventivo, l’ampliamento delle sanzioni per il porto di armi bianche e strumenti da taglio, e misure specifiche rivolte a persone con precedenti penali o segnalazioni di polizia per reati violenti.
In particolare, gli ufficiali e gli agenti di polizia potranno accompagnare nei propri uffici soggetti per i quali sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento di cortei o manifestazioni. Il fermo, che non potrà superare le 12 ore, dovrà essere comunicato immediatamente al pubblico ministero, il quale potrà ordinare il rilascio qualora non ricorrano le condizioni previste dalla legge.
La norma tiene conto dei precedenti penali e delle segnalazioni registrate negli ultimi cinque anni e si applica anche in presenza di armi o strumenti atti ad offendere. In caso di violazioni relative alla partecipazione a manifestazioni non autorizzate o all’organizzazione di assembramenti pubblici, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 10.000 euro, con possibilità di Daspo urbano per i soggetti ritenuti pericolosi.
Il decreto interviene con rigore anche sul fronte del porto e della vendita di coltelli e strumenti da taglio, in particolare ai minori di 18 anni. La vendita o cessione a minorenni è vietata e punita con multe da 500 a 3.000 euro per la prima violazione. In caso di recidiva, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 12.000 euro, con sospensione o chiusura dell’esercizio fino a 45 giorni e revoca della licenza commerciale. Per chi porta fuori dalla propria abitazione coltelli o oggetti affilati senza giustificato motivo, è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni.
Il provvedimento estende inoltre la responsabilità pecuniaria ai genitori di minori coinvolti e prevede sanzioni accessorie quali sospensione di patenti, porto d’armi e certificati professionali. Ampio spazio è dedicato alla sicurezza urbana, con prefetti autorizzati a individuare aree caratterizzate da gravi e reiterate situazioni di illegalità o degrado e ad applicare Daspo o altre misure preventive.
Sul fronte penale, la bozza introduce nuove fattispecie di reato, tra cui rapina aggravata da gruppo organizzato e furti con destrezza mirati a cellulari, documenti o strumenti di pagamento elettronici. È prevista anche l’opzione dell’arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento durante manifestazioni.
Il decreto punta infine a rafforzare le garanzie per le forze dell’ordine, estendendo le tutele legali per agenti, vigili del fuoco e personale militare in presenza di cause di giustificazione, e prevede un fondo da 50 milioni di euro per migliorare la sicurezza in stazioni ferroviarie e aree limitrofe, tramite accordi tra Viminale, Mit e Ferrovie dello Stato.
Tuttavia, le principali forze di opposizione italiane (Pd, M5S, Italia Viva, Avs) hanno espresso forti riserve sul decreto. Criticano l’uso dei decreti d’urgenza, ritenuto troppo rapido e poco partecipativo per una materia così delicata come l’ordine pubblico e i diritti civili. Sottolineano la possibilità di limitazioni e arbitrarietà nell’applicazione del fermo preventivo e del Daspo urbano, con possibili violazioni della libertà di riunione e di manifestazione pacifica.
L’opposizione chiede un percorso parlamentare più approfondito, confronto e modifiche legislative prima dell’adozione definitiva, e propone soluzioni alternative quali il potenziamento delle risorse delle forze dell’ordine, assunzioni e strumenti di prevenzione più efficaci, senza ricorrere esclusivamente a misure restrittive. Inoltre, richiede maggiore chiarezza normativa sui criteri di applicazione del fermo e delle sanzioni per evitare abusi e contenziosi legali.
In sintesi, la bozza di decreto sicurezza combina strumenti di prevenzione e repressione, misure rivolte a soggetti pericolosi, sanzioni severe per armi e strumenti da taglio e nuove disposizioni per il controllo delle manifestazioni pubbliche, ma resta al centro del dibattito politico per le criticità costituzionali e le limitazioni potenziali dei diritti fondamentali.
Altre Notizie della sezione
E poi non è vero che la magistratura è politicizzata…
05 Febbraio 2026L'intercettazione tra i No Tav: Magistratura democratica dietro l'indagine contro il Pm Padalino.
Scontri Torino, la bozza di risoluzione del centrodestra.
04 Febbraio 2026La bozza - visionata dall'Adnkronos - che la maggioranza sta limando in vista della seduta di oggi al Senato.
Milleproroghe: le possibili novità
03 Febbraio 2026Dagli aumenti di stipendio per i medici alle proroghe per i balneari e la rottamazione.
