Anno: XXVIII - Numero 14    
Venerdì 23 Gennaio 2026 ore 13:30
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Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette

Promossa da Aiom, Airc, Fondazione Veronesi. Per fumo 93mila morti ogni anno in Italia.

Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette

Al via oggi la raccolta delle firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato).

Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi).

    Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge.

L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consente di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. La campagna 5eurocontroilfumo.it è presentata oggi in una conferenza stampa ed è promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.

    “Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà – spiega Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom -. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica, a cui sono riconducibili 93.000 morti ogni anno in Italia. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

    Solo nel nostro Paese, le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo”. In questo modo, conclude, “potremo ridurre il numero di fumatori, salvando vite.

    In secondo luogo, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Ssn, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.

 

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