L’Avvocatura dichiara guerra alla norma “punitiva”
Ocf all’attacco dell’emendamento alla manovra: “Colpisce i professionisti per coprire le inefficienze dello Stato. Pronti alla mobilitazione”.
Non una misura tecnica, ma una scelta politica che scarica sui professionisti il costo delle inefficienze dello Stato. L’Organismo congressuale forense attacca senza sconti l’emendamento alla manovra approvato in Commissione Bilancio del Senato che estende, senza alcuna soglia di importo, il meccanismo di verifica e compensazione dei debiti fiscali a tutti i pagamenti della Pubblica amministrazione verso i professionisti.
Per l’Avvocatura si tratta di una norma punitiva, che colpisce in modo indiscriminato l’intero universo delle Partite Iva che lavorano con la Pa, trasformando i crediti professionali in uno strumento di pressione fiscale. Una stretta che arriva in un contesto già segnato da ritardi cronici nei pagamenti e da rapporti sbilanciati tra Stato e professionisti.
L’Ocf denuncia conseguenze particolarmente gravi nei settori più sensibili, a partire dal patrocinio a spese dello Stato, dove la misura rischia di rendere economicamente insostenibile l’esercizio della difesa per migliaia di avvocati. Un colpo che, secondo l’organismo, finisce per mettere a rischio non solo una categoria professionale, ma un diritto costituzionalmente garantito ai cittadini.
In una nota durissima, l’Organismo congressuale forense chiede il ritiro immediato della norma e accusa il legislatore di aver scelto una scorciatoia facile e ingiusta. In assenza di un’immediata inversione di rotta, l’Avvocatura annuncia la mobilitazione della categoria e l’avvio di tutte le iniziative di protesta necessarie. “Non accetteremo che le Partite Iva vengano usate come bancomat dello Stato”, avverte l’Ocf, chiamando Governo e Parlamento alle proprie responsabilità.
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