Gli avvocati e il referendum: "Non è una battaglia di potere"
Volantinaggio alla Lizza della Camera penale di Siena e Montepulciano.
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“Un’iniziativa nazionale, si chiama ’129 piazze per il sì’. Promossa dall’Unione delle Camere penali per andare in mezzo alla gente, per parlare con i cittadini e spiegare quali sono le nostre ragioni per sostenere il voto favorevole al referendum sulla giustizia”, spiega la presidente Michela Rossi mentre i colleghi, all’angolo della Lizza, ieri pomeriggio distribuivano i volantini. Che declinavano dieci buone ragioni per dire sì alla separazione delle carriere “e per una giustizia più giusta, terza e credibile”, si legge. “Una battaglia di libertà, non di potere”, si dice ancora evidenziando che si tratta della riforma di chi crede nella Costituzione e nella giustizia come servizio ai cittadini.
“Purtroppo, ci siamo accorti – prosegue Rossi – che a livello nazionale il tema è stato spostato , politicizzato. Invece l’Unione delle Camere penali da anni investe sulla questione della separazione delle carriere. Va spiegato alla gente di cosa si tratta, soprattutto che non è un voto di destra o di sinistra. E’ un voto apolitico. Un’occasione che non possiamo perdere, quindi intendiamo spiegare ai senesi cosa vuol dire oggi votare sì”. Il motivo principale per cui esprimersi favorevolmente per quanto riguarda il referendum? “Il volantino riassume le nostre ragioni. Per me quella principale è di cercare di avere finalmente un giudice che sia terzo e imparziale rispetto al pubblico ministero. Che abbiano proprio delle carriere divise. Che non siano i colleghi perché, purtroppo, ci siamo accorti frequentando le aule di tribunale di un imbarazzo del nostro assistito imputato quando si trova ad essere giudicato da una toga collega dello stesso pubblico ministero che l’ha portato in tribunale. Di conseguenza, effettivamente, avendo due Csm e una carriera divisa potremo dare anche esteriormente un segno di imparzialità e terzietà del giudice rispetto al pm da una parte e alla difesa dall’altra”. Conclude la presidente Rossi: “Vogliamo offrire ai cittadini strumenti semplici per comprendere l’importanza della riforma: una giustizia indipendente e imparziale è un bene collettivo, che ci riguarda tutti”.
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