La polizia sgombera Askatasuna a Torino dopo i blitz Pro Pal alla Stampa
La Digos della questura torinese e i reparti mobili hanno effettuato perquisizioni all'interno dello stabile, occupato dal 1996
In evidenza
Perquisizioni hanno riguardato abitazioni di militanti riconducibili al centro sociale e a collettivi studenteschi. L’edificio è interessato da circa un anno da un progetto sui beni comuni. L’operazione è collegata all’inchiesta sugli assalti alle Ogr, a Leonardo e alla sede del quotidiano La Stampa, avvenuti durante manifestazioni pro-Palestina nei mesi scorsi.
Davanti al centro sociale si sono radunati attivisti e simpatizzanti, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, presenti numerose su entrambi i lati dell’edificio. Sui social i militanti scrivono di un “ingente dispiegamento di mezzi di polizia, camionette e idranti” e chiedono di accorrere “chi può ci raggiunga”, perché “potrebbe essere possibile lo sgombero”. Sempre sui social, viene convocata una “manifestazione di solidarietà alle 18. Giù le mani dall’Askatasuna.
L’autorità di pubblica sicurezza sta svolgendo questa mattina attività presso l’immobile di corso Regina Margherita 47. In questo contesto la Prefettura di Torino ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47″ afferma il sindaco di Torino sulla palazzina, storica sede del centro sociale Askatasuna, inagibile eccetto che per il piano terra. “Tale situazione configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione (con un comitato di garanti, ndr) che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti.
Ci sembra una chiara indicazione del governo Meloni per fermare quelle che sono state le lotte per la Palestina di questi mesi, con cortei oceanici in tutta Italia” afferma Stefano, uno dei portavoce del centro sociale Askatasuna. “Sono perquisizioni a casa di diversi studenti e giovani che hanno frequentato le piazze di questi mesi e perquisizioni anche all’Askatasuna. Quello che vediamo è un atteggiamento ovviamente muscolare da parte delle forze dell’ordine e ci sembra chiaro che anche il sindaco Lo Russo, ovviamente cedendo di fronte a delle volontà fasciste del governo, voglia chiudere esperienze come quelle del centro sociale Askatasuna, una presenza ormai quasi trentennale nel quartiere Vanchiglia e a Torino”. “Quello che vediamo – ha continuato – ci sembra un attacco alle lotte e alle esperienze di quartiere che costruiscono iniziative dal basso da più di 30 anni. Ci sembra che Lo Russo stia facendo il gioco della Meloni a questo punto, e che fare saltare il patto significhi porsi contro quello che noi abbiamo costruito in questi anni”.
Altre Notizie della sezione
Il flop delle rottamazioni.
29 Giugno 2026Lo certifica la Corte dei conti. Le definizioni agevolate non aumentano dunque il tasso di riscossione, fermo al 14,7 per cento.
Oscenità in spiaggia, cittadini esasperati intervengono da soli
26 Giugno 2026Uomo denunciato per atti osceni davanti ai bagnanti. Cresce la tensione per sicurezza e giustizia fai-da-te.
Cassazione apre ai risarcimenti: rischio conto milionario allo Stato
23 Giugno 2026Nei Cpr basta l’illegittimità accertata: possibili valanghe di cause e nuovi costi per le casse pubbliche.
