La “smaterializzazione” del processo penale è “contraria ai principi costituzionali”
Caiazza: “,è impossibile realizzare una qualsiasi forma di contraddittorio dinanzi al giudice con tali modalità”
È quanto ha ribadito il presidente dell’Unione delle Camere penali Gian Domenico Caiazza durante la riunione avuta ieri, in videoconferenza, con il Guardasigilli Alfonso Bonafede, incentrata sulla “Fase 2” nel settore giustizia inerente l’emergenza coronavirus. “Le norme costituzionali poste a garanzia del giusto processo – si legge nel documento della Giunta dell’Ucpi, redatto dopo la riunione – definiscono un insieme di diritti indisponibili, dei quali non è immaginabile alcuna compressione, quale che sia l’emergenza che si intenda affrontare”. I penalisti hanno già avanzato una serie di proposte alternative, sulle quali, osservano, “è possibile aprire un confronto ma che già indicano come si possa intervenire per gestire, nella seconda fase dell’emergenza, un numero sempre crescente di udienze, accompagnando alle regole straordinarie i doverosi presidi a tutela della salute: consentire agli avvocati l’utilizzo di strumenti informatici per il deposito nelle segreterie e nelle cancellerie di istanze, memorie, liste testi e impugnazioni eviterebbe poi la necessità di spostamenti e di accesso agli uffici del difensore o dei suoi collaboratori“. Caiazza ha anche sottolineato che, “se si vorrà proseguire sulla strada della smaterializzazione dell’udienza, ciò porterà ad un aumento dei contenziosi per le tante eccezioni di legittimità costituzionale e opposizioni che i difensori si vedranno costretti a rappresentare nei singoli processi”. Le Camere penali riferiscono quindi che “problematiche e difficoltà’” nella gestione del processo da remoto “sono emerse anche dai contributi dell’Anm, che pure si è dichiarata favorevole al ricorso a tale strumento”, mentre Cnf, Ocf e le altre associazioni, per quanto riguarda il processo penale, hanno “condiviso” l’impostazione dell’Ucpi. Bonafede, si legge ancora nel documento della Giunta, ha confermato la “volontà di consultare” le rappresentanze di avvocatura e magistratura, anche nei prossimi giorni, “all’esito dell’esame da parte degli uffici ministeriali delle diverse proposte avanzate, intendendo ribadire il convincimento che qualsiasi ipotesi venga prescelta, la stessa avra’ uno spazio di vigenza per la sola fase dell’emergenza”. I penalisti, che hanno avviato un’interlocuzione con le forze parlamentari e con i singoli deputati che “hanno manifestato la volontà di opporsi alla ipotesi di processo da remoto”, introdotta nel dl Cura Italia con l’approvazione dell’emendamento governativo al Senato, hanno inviato le proposte illustrate ieri al ministro della Giustizia anche a tutti i componenti della Camera dei deputati.
Tratto da Il Dubbio
Altre Notizie della sezione
Avvocati intercettati, Nordio: «Un fatto di evidente gravità»
18 Settembre 2026Il Guardasigilli risponde alle interrogazioni di Magi e Zanettin: il mancato impiego processuale non elimina la lesione della segretezza del colloquio.
Adesso i putiniani d’Italia fanno a gara per accreditarsi con Mosca
17 Settembre 2026Nel centrodestra e nel Campo Largo il partito trasversale "pro Putin" è sempre più ampio.
L’Europa di von der Leyen alza il muro dell’indipendenza
16 Settembre 2026Difesa, competitività, Ucraina, Cina, intelligenza artificiale e alleanze: la Commissione indica la strada per una Ue più autonoma.
