Le interviste impossibili del Fatto a Falcone e Borsellino
Le frasi contro la separazione delle carriere appioppate ai due magistrati non sono mai esistite. Anche se sono entrate nella campagna referendaria, che ha la sua prima vittima: l’informazione.
Allora, ricapitoliamo: Il Fatto Quotidiano pubblica un articolo con due presunti virgolettati di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel quale i due magistrati più celebrati della Repubblica (da morti) diventano testimonial contro la separazione delle carriere.
Il primo virgolettato, appioppato a Falcone, dice che «attraverso questa separazione si vuole subordinare la magistratura inquirente all’esecutivo». L’altra frase – attribuita a Borsellino nel corso di una fantomatica trasmissione tv – dice che «separare le carriere significa spezzare l’unità della magistratura».
Insomma, parole forti, solenni, di quelle che piacciono ai custodi della purezza togata, e subito riprese dai “signori del No”. Rilanciate sui social, brandite nei talk show come reliquia contro la riforma. E qui arriva la parte comica, o tragica, a seconda del punto di vista: quelle frasi sono false. Inventate. Mai dette, né da Falcone né da Borsellino.
Lo ha verificato Damiano Aliprandi – un giornalista che ha il vizio di controllare le fonti invece di fabbricarle -, il quale ha scoperto che il Fatto ha citato due interviste che, semplicemente, non esistono. Niente. Aria fritta. E così, mentre la campagna referendaria sulla giustizia non è ancora iniziata, sul campo già giace la prima vittima: l’informazione.
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