La vita è altrove.
L’avvocatura smarrisce ruolo e autonomia, prigioniera di leadership autoreferenziali e sudditanze politiche trasversali.
In evidenza
Il presidente del Cnf dichiara guerra alla Cartabia con quasi un lustro di ritardo e naturalmente trova un Paolo Mieli che lo canzona.
La questione ha due facce, la prima di politica dell’avvocatura e la seconda della politica nell’avvocatura.
La prima, l’irrilevanza politico-sociale dell’avvocatura, non è un meteorite venuto dallo spazio, una maledizione biblica o una congiura, ma responsabilità precisa degli avvocati, delle loro scelte e delle loro leadership. questa deriva era stata prevista, annunciata e paventata vent’anni fa. ma si è preferito stracciare il responso, e fare gli struzzi.
La seconda, la contiguità organica col pd dei vertici forensi a partire dall’era Mascherin, ha ridotto le istituzioni forensi (ammesso che se ne possa ancora parlare al plurale) a un sindacato giallo quando governa il centro-sinistra che si muta in rosso quando governa il centro-destra. Persino sulla separazione delle carriere Cnf e Ocf sono stati tiepidi e poco incisivi, si sono viste solo le Camere Penali. quanto al congresso nazionale, non sappiamo se sia più patetico, grottesco o solo una mega gita scolastica. dopo Venezia ho smesso di andarci, a rimini sono andato per salutare i vecchi amici che ancora ci credevano, ma sono rimasto fuori.
Altre Notizie della sezione
Referendum giustizia: la memoria corta della sinistra
09 Marzo 2026Dalla Bicamerale di D’Alema alla riforma Cartabia: per anni il centrosinistra voleva separare le carriere.
Caso Ferri, Mirenda attacca il Csm sul ritorno in ruolo
06 Marzo 2026Il consigliere togato indipendente critica il Plenum e punta il dito sulla mancata iniziativa della Sezione disciplinare sulle chat con Palamara.
Da magistrato dico Sì alla riforma.
05 Marzo 2026L'intervento di Andrea Reale, consigliere della Corte d’Appello di Catania: positivo il sorteggio dei membri del Csm, che interviene anche sulle degenerazioni correntizie.
