Transizione energetica, tra progressi e ostacoli: la politica invoca un cambio di passo
Al Cnpr Forum, parlamentari e professionisti a confronto: Italia in ritardo sugli obiettivi climatici, servono strategie concrete, meno burocrazia e più sostegni per famiglie e imprese.
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La transizione energetica resta una priorità strategica per l’Italia, ma il percorso verso la neutralità climatica appare ancora accidentato. È quanto emerso nel corso del forum “Transizione energetica: progressi e sfide di un percorso a ostacoli”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr) e presieduto da Luigi Pagliuca.
Fabrizio Sala (Forza Italia), membro della Commissione Finanze alla Camera, ha sottolineato la necessità di conciliare sicurezza energetica e sostenibilità: “Il 32% della produzione nazionale proviene oggi dal fotovoltaico e il 21% dall’eolico, con un utilizzo contenuto del gas. L’Italia dimostra di poter reggere picchi di domanda, ma gli incentivi restano poco incisivi e la burocrazia va semplificata, anche per la riconversione degli impianti di riscaldamento”.
Luciano D’Alfonso (Pd), vicepresidente della Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico, ha ricordato che “l’Europa, pur in ritardo, ha già ridotto del 37% le emissioni di CO₂ rispetto al 1990” e che la neutralità climatica entro il 2050 resta l’obiettivo da perseguire. Tra le misure europee più significative, ha richiamato il Fondo sociale per il clima, che dal 2026 metterà a disposizione 86,7 miliardi di euro per famiglie e microimprese.
Per Alessandro Colucci (Noi Moderati), segretario di presidenza della Camera, “serve un approccio pragmatico, lontano sia dal negazionismo sia dall’ideologismo ambientalista. L’Italia deve puntare su un mix equilibrato di rinnovabili, nucleare e idrogeno verde, per garantire autonomia energetica e ridurre i costi”.
Più critico Francesco Mari (AVS), che ha denunciato il rischio di un rallentamento nel percorso italiano: “La crescita delle rinnovabili è positiva, ma non sufficiente. Senza un cambio di rotta rischiamo di restare fuori dal mercato, soprattutto nel settore automotive”.
Dal mondo delle professioni, Sabatino Broccolini (Odcec Teramo) ha richiamato l’urgenza di sostenere anche le piccole e medie imprese nella sfida della riconversione, mentre Paolo Longoni (Istituto nazionale esperti contabili) ha evidenziato la difficoltà per i cittadini di affrontare la transizione domestica: “Chi oggi utilizza il metano dovrà elettrificare la casa entro il 2035. Servono chiarezza e strumenti economici adeguati per accompagnare questo passaggio”.
Il dibattito ha messo in luce la necessità di una strategia nazionale più coordinata e di strumenti europei più efficaci per rendere la transizione energetica non solo un obiettivo ambientale, ma anche una leva di competitività per l’economia italiana.
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