Tanto rumore per nulla
Trump ha steso il tappeto rosso per Putin. In cambio ha ottenuto ben poco.
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Donald Trump esce dal ring come un pugile suonato: aveva detto che sarebbe stato triste e deluso se non ci fosse stato l’accordo per una tregua, e così è andata.
Il Caligola di Mar-a-Lago, forte con i deboli e debole con i forti, aveva promesso “conseguenze gravi” in caso di mancato accordo.
E invece nicchia, e fa sua la posizione di Mosca sul cessate il fuoco.
A Zelensky, che riceverà lunedì alla Casa Bianca, ha detto che preferisce “un accordo di pace” al “cessate il fuoco”
Putin dunque vince su tutta la linea: ottiene la riabilitazione dalla superpotenza americana, non promette alcuna concessione e continua a bombardare l’Ucraina
Il fallimento è certificato dalla cancellazione dell’incontro tra le delegazioni allargate, e dalla conferenza stampa senza domande
Trump: “ora spetta a Zelensky portare a termine l’accordo, Usa e Russia hanno un accordo su diversi punti, mancano due aspetti piuttosto significativi”
Putin mette i puntini sulle I: “l’Europa non sia di ostacolo.
Il prossimo incontro? magari a Mosca” (così da stroncare sul nascere l’ipotesi di un trilaterale con Zelenskyy).
Durante il colloquio Putin avrebbe, seecondo il il New York Time, schiesto a Trump garanzie affinché il russo torni a essere una delle lingue ufficiali in Ucraina e garanzie di sicurezza per le chiese ortodosse russe.
Donald Trump parlerà loggi con Volodymyr Zelensky di scambio dei territori con la Russia. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali i leader europei sono stati invitati a partecipare.
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