TOGHE-GOVERNO: SI RIACCENDE LO SCONTRO
Il giorno dopo l’approvazione del decreto Sicurezza lo stroncano — chi più, chi meno — i vertici dell’associazione nazionale magistrati.
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“È un provvedimento punitivo e inquietante”, il presidente Anm Cesare Parodi pone un’altra grana sul tavolo del governo: “diremo a Nordio che il disegno di legge sul femminicidio rischia il corto-circuito. perché non fa i conti con la carenza di magistrati, produrrà un mega ingorgo”
Ma a tenere banco sono innanzitutto le conseguenze della Sicurezza targata governo Meloni. Che, di punto in bianco, ha cancellato 17 mesi di iter parlamentare e varato il decreto in 25 minuti di Consiglio di ministri: con aumento di reati, inasprimento di pene, tutele legali per forze dell’ordine e militari. Un pacchetto su cui piovono — con sfumature diverse — le forti critiche dell’Anm.
Preoccupato, Parodi, di Mi, la corrente più vicina al governo. «Il provvedimento è senza mezze misure, una parte della popolazione sarà contenta perché si interviene su aspetti di ordine pubblico — concede il presidente — Ma il progetto contiene misure per certi aspetti quasi punitive, molto restrittive. E susciterà sentimenti opposti. In più, porterà a non pochi problemi: interpretativi e applicativi».
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