Equo compenso robusto
Lo chiede il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella: spero passino gli emendamenti presentati in Parlamento che lo rafforzano
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“Al decreto Milleproroghe sono stati depositati alcuni emendamenti per modificare la norma sull’equo compenso, rafforzandolo, spero che passino”. Lo afferma il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, partecipando stamattina al convegno dell’Associazione nazionale dei commercialisti (Anc) al centro congressi Roma Eventi, riferendosi alle correzioni al decreto presentate, tra gli altri, dalla deputata del Pd Chiara Gribaudo, per impedire, tra l’altro, che la Pubblica amministrazione possa conferire incarichi a titolo gratuito ai professionisti. L’on de Bertoldi (Fdi), Ha annunciato la presentazione di ub emendamento che prevede sanzioni per chi “violi il principio dell’equo compenso” per le prestazioni professionali, introdotto da una legge del 2017, e ancora poco applicato, soprattutto dalla Pubblica amministrazione. “Concordo ha aggiunto – con l’iniziativa della collega del Pd, la deputata Chiara Gribaudo“, che ha presentato una correzione che stabilisce, tra l’altro, che “eventuali contratti d’opera” in contrasto con la norma per la giusta remunerazione da parte degli organismi pubblici siano “nulli”. Per il rappresentante di FdI, rivedere la legge costituirebbe soprattutto “un aiuto per i giovani professionisti, quando iniziano la loro attività lavorativa”. Al tempo stesso, de Bertoldi, durante il dibattito del sindacato dei commercialisti, si è detto “favorevole” nei confronti della “battaglia” sostenuta dalla presidente della commissione Finanze della Camera Carla Ruocco (M5s) per elevare lo Statuto del contribuente al rango costituzionale.
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