Il progetto “adotta un infermiere”
Vuole convincere gli anziani soli a ospitare i professionisti.
Tra stipendi ridicoli, riconoscimento sociale pari allo zero, condizioni di lavoro terribili, demansionamento selvaggio e aggressioni continue, gli infermieri italiani sono in fuga. Dal pubblico, da molti privati, dalle regioni, dal paese e dalla professione stessa.
L’infermiere resta una figura strategica nella sanità pubblica e non solo. Eppure, oggi dobbiamo fare i conti con una carenza di personale significativa legata prima di tutto ad un problema abitativo, legato anche agli stipendi che in Italia sono tra i più bassi in Europa. A pesare sono anche i tanti episodi di aggressioni fisiche e verbali che sono quotidiani. Di questo si è occupata l’ultima puntata de Il Medico e il Cittadino. In studio i responsabili dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Reggio. 4200 gli infermieri che mancano in regione, circa 500 nel reggiano.
Procede intanto il progetto “Adotta un infermiere”: “Un progetto orientato a persone anziane autosufficienti che possano mettere a disposizione dei colleghi una soluzione abitativa per venire a lavorare nella nostra provincia”, spiega Stefano Colognese, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Reggio.
Una trasformazione profonda tesa ad maggiore attrattività ha riguardato il Corso di laurea in Infermieristica nella sede di Reggio di Unimore, attualmente al Campus S.Lazzaro ma che presto sarà trasferita al Seminario in viale Timavo. Sono 350 gli iscritti in leggera risalita rispetto al passato, previsti anche laboratori di de-scalation per la gestione degli atteggiamenti aggressivi. Un percorso di studi che offre molti sbocchi occupazionali.
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