Le strane intese tra Lega e Pd sul decreto Liste d'attesa.
La puzza di bruciato arriva a Palazzo Chigi.
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Nella sera di martedì Ignazio La Russa si cimenta nel ruolo inedito di commissario tecnico della nazionale politici. Deve mettere in campo, tra gli altri, Elly Schlein e Andrea Crippa, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli in porta. “Li schiero con la bizona”, dice citando l’allenatore nel pallone. Ma il personale gol, il presidente del Senato l’ha segnato alla conferenza dei capigruppo del Senato. Nel chiuso di un’aula a Palazzo Madama, coi presidenti dei gruppi parlamentari riuniti per decidere come andare avanti sul decreto sulle liste di attesa, La Russa ha cortesemente respinto la richiesta del governo di porre la questione di fiducia. Sarebbe stato un modo per tacitare con le brutte i distinguo in maggioranza. Per riallineare la Lega al resto del destra-centro. Ma proprio per questo, meglio evitare. Provare a tenere libero il dibattito in aula, è una dimostrazione di forza. Ricorrere alla fiducia, dopo la clamorosa spaccatura con la Lega, un segno di debolezza.
di Alfonso Raimo su Huffpost
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