Micro e piccolissime imprese: solo 1 su 4 fa formazione
L’indagine dell’Osservatorio Statistico dei CdL: attività formative poco attraenti ma decisive per i professionisti
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Formazione scarsa nelle imprese del Belpaese, seguita (prevalentemente) soltanto se obbligatoria: è la percezione dei consulenti del lavoro che, intervistati a campione nell’ambito di una ricerca condotta dall’Osservatorio statistico della categoria, “nel 90% dei casi sostengono che viene effettuata in un’azienda su 4”. Ed una delle ragioni per cui i corsi ai dipendenti sono poco diffusi risiede nelle “dimensioni piccole, o addirittura micro, delle aziende”. Il documento (stilato in collaborazione con con FonARCom, il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua) viene presentato oggi, a Matera, nel corso di una giornata che i professionisti dedicano all’occupazione nel Mezzogiorno. “All’aumentare del numero dei dipendenti sale la propensione alla formazione delle aziende”, si legge, giacché la tendenza “a ricevere formazione in un’impresa con più di 50 dipendenti è oltre 6 volte maggiore (81,3%), rispetto a quella che si ha in una con meno di 10 dipendenti (13,4%). Ciò sottolinea, ancora una volta, come la ‘strategicità’ delle attività formative per lo sviluppo e la corretta gestione aziendale sia percepita tale solo al di sopra di una certa dimensione”, recita la ricerca. Secondo i dati Inps relativi alle imprese, viene ricordato, “in Italia il 93,3% (oltre un milione e mezzo) non supera i 15 dipendenti” ed “in queste aziende lavorano 5,1 milioni di addetti, pari al 36,1% del totale dei dipendenti del settore privato extra agricolo”. E, sempre in base ai numeri dell’Istituto di previdenza pubblica, “i consulenti del lavoro nel 2018 hanno intermediato 1.530.865 aziende e gestito 7.690.280 posizioni lavorative”, con una clientela “costituita in gran parte da Piccole e medie imprese (Pmi)”.
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