Necessari investimenti e riduzione del cuneo fiscale
Al Tg2 la Presidente Calderone sottolinea la necessità di recuperare il potere d'acquisto delle retribuzioni dei dipendenti
In evidenza
Per far ripartire la crescita in Italia è necessario elaborare un piano di investimenti e di riduzione del cuneo fiscale, che consenta anche il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti. È quanto ha sostenuto la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, ai microfoni del Tg2 al termine dell’incontro dello scorso 15 luglio al Viminale tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e le 43 sigle sindacali e imprenditoriali sulle misure da inserire nella prossima manovra finanziaria. La Presidente nel suo intervento ha messo in evidenza anche l’impatto che il salario minimo legale per i lavoratori dipendenti avrebbe sul costo del lavoro delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie. Pur condividendo il tentativo di dare dignità economica al lavoro e di combattere i fenomeni di manodopera a basso costo, la categoria ritiene che questa introduzione possa generare una serie di effetti negativi, a partire da una minore disponibilità di risorse per trattamenti retributivi aggiuntivi come premi di produzione e welfare aziendale, a discapito della produttività e del benessere organizzativo. Ma anche un possibile aumento del prezzo di beni e servizi, con cui le imprese tenterebbero di affrontare nuovi costi, che potrebbe vanificare i benefici sui consumi e sul potere d’acquisto che la norma sul salario minimo tende a generare. Non si escludono nuovi episodi di lavoro sommerso e di dumping sociale con i lavoratori europei, con una nuova ondata di delocalizzazioni e una diminuzione dei già bassi livelli di investimenti esteri in Italia, così come un possibile livellamento indiscriminato delle diverse tipologie contrattuali e di lavoro. Per attenuare questi rischi è indispensabile, secondo il Consiglio nazionale, coinvolgere le parti sociali nell’identificazione del salario minimo, individuando tale importo in quello derivante dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle associazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, lasciando alle stesse anche il compito di individuare una retribuzione minima residuale in caso di mancata applicazione dei contratti collettivi.
Altre Notizie della sezione
Italpress lancia “Primo Piano Europa”, il nuovo format tv sull’Unione Europea
05 Febbraio 2026Italpress presenta “Primo Piano Europa”, il nuovo format TV dedicato all’attualità europea, con approfondimenti e interviste a esponenti e protagonisti delle istituzioni e della politica dell’Unione.
Dichiarazione soccanti del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone. Scoperti 86.000, del tutto sconosciuti al fisco
05 Febbraio 2026Scoperti 86.000, del tutto sconosciuti al fisco Nel 2025 scovati 200.000 evasori totali. Più della metà senza dichiarazione..
L’Europa passi dalla confederazione alla federazione
03 Febbraio 2026Per competere con le grandi potenze l’Europa “deve passare dalla confederazione alla federazione”.
