Illegittima la decurtazione dei voti del concorso Inps
Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima la decurtazione di quattro punti operata dall'Inps ai candidati del concorso per la copertura di 967 posti di "Consulente protezione sociale" muniti del diploma di specializzazione per le professioni legali
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La Terza sezione dei Giudici di Palazzo Spada, accogliendo le tesi proposte dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha stabilito il principio secondo il quale di può derogare anche alla ‘Lex specialis di concorso’ qualora manchi una previsione specifica sulle valutazioni di taluni titoli.
Gli appellati avevano partecipato al concorso pubblico indetto dall’Inps, la graduatoria finale, però, aveva attribuito loro un punteggio per i titoli decurtato di quattro punti, avendo la Commissione di concorso ritenuto, successivamente all’espletamento delle prove orali, che il titolo dichiarato – ovvero il “diploma di specializzazione per le professioni legali” – non fosse equiparabile al Master di II livello frequentato. Secondo il Consiglio di Stato, per evitare una “illogica e immotivata disparità di trattamento”, non può negarsi la piena equiparabilità ai “titoli riconosciuti assimilabili e/o equivalenti a titoli espressamente previsti dal bando di concorso, e avuto particolare riguardo proprio al Diploma di perfezionamento in professioni legali rispetto al Master di II livello, equiparabili ai Master i corsi di perfezionamento post lauream che presentino le medesime caratteristiche, con riguardo alla durata, al numero delle ore di insegnamento, alla previsione di un esame finale”. “Quella di oggi – ha commentato l’avvocato Santi Delia – è un’importante assai innovativa che supera il dato formale del nomen iuris dei titoli per valorizzare l’aspetto sostanziale e che rappresenterà una limpida bussola per i successivi concorsi della Pubblica amministrazione”.
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