Ingegneri il 28% dei laureati sono donne. Il, 16% iscritte all'Ordine
Zambrano (Cni) ma pochi passi avanti sulla strada del welfare
Negli ultimi quattro anni “il numero delle donne laureate in Ingegneria è aumentato del 35%, arrivando a costituire il 28% del totale” di chi ha preso il titolo universitario, mentre “procede senza sosta l’incremento delle donne iscritte all’Albo professionale degli ingegneri: nel 2007 erano poco meno del 10%, nel 2021 sono il 16% (quasi 40.000)”. Lo rende noto il Consiglio nazionale degli ingegneri.
“Le donne nell’ingegneria sono la nostra punta di diamante”, dichiara il presidente del Cni Armando Zambrano, evidenziando come numerose “sono un’eccellenza nel campo della meccanica, dell’aerospazio, dell’intelligenza artificiale, della bioingegneria e di molti altri ambiti e sono richieste dalle più prestigiose università, aziende e agenzie internazionali. Questo aspetto si scontra con l’avvilimento del principio delle pari opportunità di cui è prigioniero il nostro Paese, che ha fatto veramente pochi passi in avanti nella costruzione di un sistema di welfare dedicato alle donne ed alla conciliazione dei tempi lavoro-famiglia”, dunque, aggiunge, il Consiglio nazionale “dedica l’8 marzo a tutte le donne che, come molte nostre iscritte, si trovano in difficoltà e si batterà più di prima perché le lavoratrici autonome possano godere di un sistema di sostegno più equo e efficace”. Secondo la consigliera Ania Lopez, “il gender-pay-gap è solo l’elemento rivelatore di un problema più grave, che è la carenza di strumenti a sostegno del lavoro femminile professionale, strumenti che agiscano non ‘una tantum’ e in fasi di emergenza”, si chiude la nota.
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